Alfonso Catania (foto dal web)

“Ciao Fox”, “Ciao Alfonsino”, “Sei l’angelo più bello”, questi alcuni dei messaggi di cordoglio apparsi su Facebook per ricordare Alfonso Catania, 24enne di Ponticelli, stroncato da una brutta malattia. Il giovane era da tempo in coma e il suo cuore ha cessato di battere nella mattinata di venerdì. Ucciso – dicono in molto – da quel male oscuro che provoca nella Terra dei Fuochi tanti decessi, anche in età giovanile. Viene ricordato ora come un ragazzo solare, estroverso e che amava la vita.

“Un altro Angelo volato in cielo R.i.P Alfonso che la terra ti sia lieve”, scrive una donna sulla pagina Facebook “Alfonso Catania… nel cuore di tutta Ponticelli e dintorni”. Proprio sui social network, in queste ore, si tiene vivo il ricordo di questo giovane cresciuto in un limbo di terra avvelenato dalle ecomafie. Rifiuti tossici occultati, incendi continui di imballaggi e veleni che vengono inalati ogni giorno, senza che nessuno se ne accorga: non ci sono statistiche ufficiali, ma in tanti hanno pochi dubbi sul rapporto di causa ed effetto.

Alfonso Catania come Emanuele Cipolletta, deceduto nelle scorse settimane: aveva appena sei anni e si trovava ricoverato presso l’ Istituto dei Tumori di Milano. Una settimana prima era toccato a Martina, una ragazza di 17 anni residente a Mariglianella, città dell’agronolano in provincia di Napoli. La notizia del suo decesso è stata resa pubblica su Facebook da Gabriel Aiello, referente regionale per l’ambiente dell’Unione degli Studenti Campania, il quale ha scritto: “Martina è volata via, aveva 17 anni… Era di Mariglianella, ha lottato per 4 anni, non si è mai arresa. Oggi però, il mostro l’ha divorata, lasciando il solito vuoto amaro. Il vuoto di chi perde un figlio, un padre, una madre, un amico. Aveva la mia età, un’età dove inizi a pensare al futuro, dove inizi a progettare, ma in questa terra i progetti non li puoi fare. L’ennesimo fiore viene strappato violentemente dalla nostra terra. Quanti ancora dovranno morire?”.

La lunga scia di decessi

Lunga la scia di decessi direttamente ricondubili all’inquinamento nella Terra dei Fuochi e l’elenco è senza dubbio incompleto: a luglio era deceduto Antimo Flagiello, 17 anni, un ragazzo che aveva il sogno di diventare parrucchiere e che per questo frequentava una scuola professionale per realizzare il suo desiderio. A inizio dicembre era morto ad appena sette mesi Davide, un bimbo di Acerra stroncato da un tumore, ennesima vittima del quadrilatero tra le province di Napoli e Caserta, a pochi giorni da un altro bambino di 5 anni, residente a Frattaminore, anche egli ucciso da un cancro. Alla vigilia di Natale, era invece deceduta Sara, una ragazzina di 12 anni. Era stato don Maurizio Patriciello, il parroco del Parco Verde di Caivano, in prima linea da sempre per le battaglie ambientali e contro la camorra, a renderlo noto.

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GM