Lo schianto con lo scooter: sei giorni di agonia, poi l’epilogo

Nicolò Gnoffo (foto dal web)

Dopo sei lunghi giorni di agonia, è arrivata la terribile notizia della morte di Nicolò Gnoffo, diciottenne di Borgo Nuovo, quartiere di Palermo. Il ragazzo, nella giornata di mercoledì di una settimana fa, era rimasto coinvolto in un incidente e non si era più ripreso, dopo il ricovero al Trauma Center di Villa Sofia. “Nico” – come tutti chiamavano il giovane – è stato ucciso da un trauma cranico con emorragia cerebrale, nonostante i medici abbiano fatto di tutto per salvargli la vita. Le condizioni di Nicolò Gnoffo all’arrivo in ospedale erano infatti state giudicate subito “disperate”.

Quando è andato a sbattere contro una Fiat 500L, il giovanissimo si trovava in sella al suo scooter nei pressi dell’istituto Ascione. Tremendo l’impatto con Nicolò Gnoffo che ha battuto la testa sull’asfalto, dopo essere stato sbalzato dal mezzo a due ruote. Sono giunti sul posto gli operatori del 118, che nei concitati momenti dei soccorsi sono stati anche oggetto di insulti da parte di parenti e amici. In tutti questi giorni, c’è stata grande disperazione davanti all’ospedale, con la madre, i parenti, la fidanzata Simona e tanti amici che non hanno voluto lasciare per un solo attimo il loro caro.

Davanti al rischio che la situazione potesse degenerare, costante è stato anche un presidio di polizia. Su Facebook, la fidanzata di Nicolò Gnoffo aveva scritto queste parole per il ragazzo: “Amore mio ti prego svegliati, ho bisogno di te. Ho bisogno ancora del tuo amore, ho bisogno di una vita insieme a te. Gesù ti prego portalo di nuovo insieme a me. Mi sento morire senza di te, ti amo”. Purtroppo però per il giovanissimo non c’è stato nulla da fare. La notizia della morte del ragazzo palermitano giunge nelle stesse ore in cui un’altra giovane vita, quella della 23enne Aurora Belardo, viene spezzata in un incidente stradale.

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GM