Il gioielliere che ha sparato viveva “col terrore negli occhi”

Ferretti
(Websource)

Sta facendo molto discutere quanto avvenuto ieri a Pisa. Qui il gioielliere Daniele Ferretti, 69 anni, ha sparato ai due ladri che si erano introdotti nel suo negozio uccidendo uno dei due.  L’uomo è ora indagato per omicidio volontario, un atto dovuto della procura in attesa di capire se si sia trattato di legittima difesa. Lui continua a ripetere la sua versione: “Ci siamo difesi, perché loro hanno sparato per primi verso mia moglie e io ho reagito”. Sul caso stanno indagando il sostituto procuratore Paola Rizzo, il colonnello Bellafante e il maggiore Bartolacci dell’Arma dei Carabinieri.

La Procura, in attesa dei fondamentali risultati dell’autopsia sul corpo del ladro ucciso, fa sapere che “sarebbero stati esplosi 8 colpi, 2 da parte dei banditi e 6 dal gioielliere, 2 dei quali andati a segno di cui uno mortale”. Intanto emergono nuovi dettagli sulla vicenda. Infatti non era la prima volta che il gioielliere subiva una rapina. Moltissimi gli episodi di questo tipo nel suo negozio. Il più grave quello del 1999 quando Ferretti venne picchiato, accoltellato e abbandonato dentro il negozio con la saracinesca chiusa.

L’anno scorso aveva preso il porto d’armi e nonostante sia descritto da tutti come un uomo mite e tranquillo molti fanno notare come non ne potesse proprio più di essere preso di mira dai rapinatori. Un suo cliente abituale spiega: “Vado da Ferretti da tanti anni, so che ha avuto un sacco di rapine, tutte all’ora di chiusura. È un ometto piccolo e simpatico, tuttavia negli ultimi anni aveva il terrore negli occhi. Una volta andai da lui a comprare un anello alla mia fidanzata, dopo pochi giorni venne rapinato e accoltellato, da dietro. Quando ci sono tornato aveva la porta chiusa, dovevi suonare, ti guardava dalla tendina, ti apriva, nonostante mi conoscesse teneva sempre la mano sotto il banco mentre mi serviva. Sapevo cosa aveva sotto il banco, nella mano, non l’ho mai vista ma non era difficile immaginare. È un uomo piccolo, onesto e terrorizzato, una vita di sacrifici e rapine subite, un uomo che ama il suo lavoro, si vede lontano un miglio, eppure non vedi più la gioia e la passione nei suoi occhi, deve essere stato un incubo recarsi tutti i giorni a lavoro in quelle condizioni. Fino a ieri”.

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F.B.