Massimo Bossetti provò ad uccidersi: è vivo per miracolo

Massimo Bossetti (foto dal web)

Massimo Bossetti, condannato in primo grado all’ergastolo per l’omicidio della giovane Yara Gambirasio, si trova in carcere in attesa dell’imminente processo d’appello che inizierà il 30 giugno. Con il muratore di Mapello – che nelle scorse ore ha rilasciato un’intervista a Panorama – ha diviso la cella per dieci mesi Vincenzo Mastroberardino, meccanico pavese, il quale ha fatto delle rivelazioni inedite.

Ha raccontato quest’ultimo al settimanale ‘Oggi’, parlando di Massimo Bossetti: “Tre anni di carcere con quasi 5 mesi di isolamento lo hanno distrutto. Arriva al processo stremato. Ho paura per lui. Vuole la superperizia sul Dna. È sicuro che quel profilo genetico non sia il suo. ‘Altrimenti’, me l’ha ripetuto mille volte, ‘sarei un pazzo a chiederla’. Se non la concedono, potrebbe fare una follia. Ci ha già provato e l’abbiamo salvato per miracolo”. Vincenzo Mastroberardino, in ogni caso, non ha voluto chiedere a Massimo Bossetti se abbia detto ai giudici tutta la verità.

Questa la sua motivazione: “In carcere non si fanno domande. Non ne ho avuto bisogno. Massimo è un libro aperto. Quando parla ti guarda negli occhi. Non riesce a nascondere nulla, non ti volta mai le spalle. E quando non parla prega e piange affondando la testa nel cuscino. L’ho sentito piangere di notte e di giorno. Quando riceve le lettere della mamma e della sorella, quando guarda le foto dei suoi bambini che ha incollato alla parete della cella, quando parla di suo padre Giovanni. La sua angoscia sono i figli. Teme di perderli”.

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GM