Stuprata da un 60enne e abusata dal poliziotto affidatario: l’incubo di un’adolescente

(Websource / Metro.co.uk)

Stuprata da un bodybuilder 60enne e poi abusata dall’agente di polizia che l’aveva “salvata”. E’ l’incredibile e drammatica vicenda di cui è stata protagonista una ragazzina di 14 anni del Lancashire, in Inghilterra. La piccola è stata ripetutamente violentata da tale Andrew Timblin, cui sua madre, 40enne tossicodipendente, l’aveva affidata. E’ stata lasciata “nelle mani di un uomo inaffidabile”, ha sentenziato il giudice della Manchester Crown Court che si è occupato del suo caso, ed ora è così vulnerabile sotto il profilo psicologico che ricorre regolarmente ad atti di autolesionismo, soffre di un disturbo post traumatico da stress e ha più volte tentato il suicidio.

Liberata dalle grinfie del pervertito 60enne, infatti, la piccola è stata affidata alle cure della moglie un poliziotto 30enne, a quasi 500 km da Londra, nella speranza che lì potesse essere finalmente a sicuro. L’agente in questione, però, l’ha coinvolta in una “relazione sessuale illecita”. I due, secondo quanto emerso nel corso del processo, hanno pernottato almeno un paio di volte in un hotel da soli. E sul cellulare di lui sono state trovate alcune foto “indecenti” che lo ritraevano assieme alla ragazzina. Il poliziotto, reo confesso, è stato arrestato dopo che la poveretta era stata trovata nascosta in vano scale vicino al suo appartamento ed è stato condannato a 7 anni di prigione. Quanto a Timblin, dovrà scontare 21 anni di carcere per lo stupro di questa e un’altra vittima di 17 anni. Mentre la madre della 16enne se l’è cavata con appena nove mesi (pena sospesa) per crudeltà su minori.

Una tragedia nella tragedia
A questa storia di abusi si aggiunge un torbido retroscena familiare. La 16enne era stata sottratta dalla madre nel 2004, a motivo dello “stile di vita” di quest’ultima, e da quel momento aveva trovato una dimensione stabile con il papà e i due fratelli. Poi, nel 2014, la madre – le cui generalità non possono essere rese note per motivi legali – si era messa nuovamente in contatto attraverso Facebook per informarla – mentendo – che l’uomo con cui viveva non era il suo vero padre. Così la ragazzina, desiderosa di saperne di più, l’ha raggiunta e ha soggiornato due giorni con lei, che nel frattempo si era data al vagabondaggio. E’ stato allora che la madre le ha rubato i vestiti “per venderli” e l’ha lasciata nelle mani di una serie di uomini più grandi, mentre lei andava a procurarsi la droga. Da lì è cominciato il suo inferno inferno.

Data più volte per scomparsa, la ragazzina è stata ritrovata qualche settimana dopo in una camera d’albergo con un poliziotto 33enne. Nonostante tutto ha deciso di tornare ancora da sua madre, la quale – come se non bastasse – l’ha consegnata nelle mani di Timblin, già noto come un tizio poco raccomandabile. Solo quando suo fratello maggiore, venuto a conoscenza degli stupri da lei subìti, ha avvertito il padre e si è messo in contatto con la Polizia, la ragazzina è stata affidata alla moglie del poliziotto. E si è visto come è andata a finire… La speranza, ora, è che trovi la forza di superare i traumi sofferti e costruirsi una nuova vita il più possibile tranquilla e serena.

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