Demoliscono la sua casa, era abusiva: lui muore d’infarto

(websource/archivio)

Forse era una tragedia che si poteva evitare quella in cui ha perso la vita, stroncato da un infarto, il 64enne Salvatore Garofalo, residente a Campolongo, frazione di Eboli, nel salernitano. La sua abitazione faceva parte di una dozzina di case abusive e quando sabato mattina sono arrivate le ruspe il cuore dell’uomo non ha retto: “Lo Stato si porterà sulla coscienza la morte del mio cliente”, è la durissima tesi dell’avvocato Damiano Cardiello, il quale tutelava gli interessi di Salvatore Garofalo. I suoi cari e i medici del 118 hanno invano tentato di rianimare il 64enne.

Da quanto si apprende, l’uomo era pensionato e viveva con un sussidio statale dopo il trapianto di un rene. Si era trasferito circa trent’anni fa a Marina di Campolongo, proveniente da Poggiomarino. Nella casa di Eboli viveva con la moglie Maria Izzo. La coppia aveva tre figli, Enzo, Lucrezia e Domenica, e altrettanti nipoti. La decisione di demolire la casa sarebbe stata inattesa: infatti, sin dal 1998 andava avanti il braccio di ferro con lo Stato, ma poi si aspettavano un cambiamento di rotta così repentino. Il legale di Salvatore Garofalo evidenzia: “Non appena il mio cliente ha saputo dell’imminente demolizione, ha avuto un infarto fulminante che non gli ha dato scampo. Vedere anni di sacrifici distrutti da una burocrazia ottusa e formale gli ha provocato un dolore immenso”.

“Era la prima e unica casa di proprietà di Salvatore Garofalo”, aggiunge l’avvocato Cardiello che parla di umiliazione da parte dello Stato ed elenca i motivi per i quali quella casa non doveva essere abolita: “In quella abitazione vivono tre bambini minorenni. Garofalo aveva presentato anche una richiesta di concessione in sanatoria. Ma prima che il Comune si esprimesse sulla sanatoria, un sostituto procuratore ha disposto la demolizione dell’abitazione”. Rispetto alla demolizione della casa, conclude Cardiello, vi era anche un ricorso pendente alla Corte di Appello di Salerno, sul quale i giudici ancora non si erano espressi.

La scelta del senatore Falanga

Il caso arriva in Parlamento: il senatore di Ala Ciro Falanga, firmatario del disegno di legge che regolamenta la demolizione degli abusi edilizi, dopo aver appreso della morte di Salvatore Garofalo, si è dimesso, spiegando che la legge che “avrebbe evitato quella demolizione e la relativa tragedia che ne è conseguita è all’esame della commissione Giustizia della Camera. Il Movimento 5 stelle ha negato un rapido esame del provvedimento in sede deliberante, con evidenti scopi ostruzionistici, nonostante il testo abbia già avuto il via libera dai due rami del parlamento. Non posso accettare che la gente inizi a morire a causa del mero calcolo parlamentare di qualche gruppo che fa dell’essere contro sempre e comunque la propria unica bandiera”.

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GM