“Per amore si prende la colpa dell’omicidio”

Manuel Rossi e Giulia Taesi (Websource)

E’ una vicenda intricata quella del cosiddetto delitto di Erbusco (Brescia). Ora è arrivata una sentenza, ma la parola fine non è ancora stata scritta e i dubbi su quale sia la verità sono ancora tanti. Manuel Rossi è stato condannato a 17 anni di carcere dal gip del tribunale di Brescia Lorenzo Bernini per omicidio volontario. L’uomo è accusato di aver ucciso l 13 aprile di un anno fa il tunisino Riadh Belkhala con il quale aveva un debito di mille euro per droga. Il problema è che sul luogo del delitto c’era anche la fidanzata di Manuel, Giulia Taesi che non avendo scelto riti alternativi verrà processata con procedimento ordinario a settembre. L’accusa ha sempre sostenuto che ad inferire le 88 coltellate con le quali Belkhala è stato assassinato sia stata proprio la ragazza mentre Manuel teneva ferma la vittima. Lui invece si è sempre preso tutta la responsabilità dell’omicidio, molto probabilmente, almeno secondo l’accusa, per proteggere la sua Giulia.

«Una pena troppo leggera: era lì, e non ha impedito che Giulia Taesi commettesse l’omicidio. Mai mi sarei aspettata che mio marito finisse ucciso così brutalmente» ha commentato Elisabetta, la moglie della vittima che insieme alla figlia di 9 anni dovrà essere risarcita da Rossi per un totale di 400mila euro.

La versione di Manuel, quella che secondo i pm non regge, è sempre stata la stessa: “Ho ucciso per difendere la mia fidanzata che era stata minacciata con un coltello. Ho preso la mano del tunisino che impugnava il coltello e gliel’ho girata infilzandolo con la sua stessa lama”. Una versione che secondo i pm non corrisponde al vero come dimostrano anche gli schizzi di sangue analizzati dai Ris nell’auto nella quale è avvenuto il delitto.

Dunque una vicenda intricata che lascia anche altri dubbi. Se secondo i giudici l’assassino è lui, perché condannarlo a soli 17 anni di carcere? Se invece è stato solo complice della fidanzata perché condannarlo per omicidio volontario? Il processo a Giulia Taesi potrebbe chiarire le cose, ma anche più probabilmente complicare ulteriormente il quadro generale.

F.B.