London Bridge: parlano i protagonisti di un’immagine simbolo – FOTO

Cara e Stephen Lockwood (websource)

C’è un’immagine dell’attentato al Westminster Bridge che ha catturato l’attenzione di molti: si vede una donna accovacciata su un uomo colpito, che disperatamente cercava di aiutarlo mentre le sue scarpe erano accuratamente sul pavimento accanto a lui. Non era sicuro in quel momento se la donna fosse una passante che cercava di aiutarlo, un amico o un membro della famiglia. In una trasmissione della Bbc dedicata al mondo della sanità è ora emerso che le due persone in quella foto sono una coppia, Cara e Stephen Lockwood.

Erano arrivati da Oxfordshire per una breve vacanza per festeggiare il quarantesimo compleanno di Stephen. Nel momento dell’attentato erano alla ricerca di un taxi, poiché la donna – proprio per il timore di attacchi terroristici – non voleva prendere la metropolitana. Stephen Lockwood, dal letto dell’ospedale dove è ricoverato, ha commentato la foto che ha fatto il giro del mondo: “Vedo l’amore in realtà perché in tutto quel caos e odio tutto quello che posso vedere è mia moglie che mi prende cura di me”. L’uomo è stato ricoverato al St. Mary’s Hospital a Paddington, insieme a molte altre persone. Anche la moglie ha subito delle lievi ferite, mentre lui ha riportato gravi lesioni al petto e alle gambe che richiedevano un intervento immediato.

Le ferite, cumulativamente, potevano risultare mortali e inoltre una decina di anni fa all’uomo sarebbe stata sicuramente amputata una gamba. La moglie ha sottolineato: “È davvero difficile quando passi tanto tempo con qualcuno e ti viene tolto e sei improvvisamente davvero solo. Voglio che torni a casa. Voglio passare un venerdì sera sul divano con pizza e birra”. I chirurghi hanno preso un grande blocco di tessuto dalla gamba buona del signor Lockwood e l’hanno innestato su quella danneggiata in un’operazione complessa e lunga. Il chirurgo Shehan Hettiarachy, che ha guidato l’equipe che l’ha operato, ha spiegato con un po’ di ironia: “E’ un po’ come derubare Pietro per pagare Paolo ma speriamo che la rapina sia valsa la pena farla”. Poi tornando serio: “Non sarà un percorso fluido, ci saranno giorni duri”.

A questo, dice il medico, va aggiunto il trauma psicologico: non è infatti escluso che nei prossimi mesi Stephen Lockwood possa sentire il rumore di un’automobile e preoccuparsi, pensando che possa investirlo, come successo a Westminster Bridge quel sabato sera di inizio giugno. Ricorda il signor Lockwood: “Quanto accaduto ci farà cambiare, ci apprezzeremo l’un l’altro e vivremo l’uno per l’altra, si prendono troppe cose per scontate, come uscire dalla porta di casa ogni mattina oppure far andare le cose in maniera felice”.

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GM