Caso Erika Preti: ancora nessuna prova, rilasciato il fidanzato

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Continua a rimanere avvolto nel mistero l’omicidio di Erika Preti, commessa ventottenne di Biella uccisa l’11 giugno scorso mentre era in vacanza con il fidanzato a Lu Fraili (paesino in provincia di Nuoro). Sin dal primo momento i sospetti dei carabinieri sono ricaduti sul fidanzato della vittima, non convince infatti la sua versione dei fatti, ma al momento non esisto delle prove concrete e dopo 2 settimane di fermo nell’ospedale psichiatrico di Olbia è stato rilasciato ieri, pur rimanendo il maggiore indiziato.

La ricostruzione di quel giorno è stata fatta in base alle testimonianze di Dimitri Fricano (il fidanzato) e della coppia di amici, Alberto e Donatella (anch’essi biellesi ma residenti in Sardegna), che li ospitava per la vacanza e dei passanti. Di mattina presto Alberto era andato alla agenzia di viaggi per cui lavora, Donatella esce intorno alle 10:30 per raggiungere il marito, mentre Dimitri, che era uscito per andare a comprare le sigarette, torna indietro per andare in bagno. In quell’istante incontra la fidanzata che era ancora in cucina per preparare il pranzo a sacco utile per la gita che la coppia doveva fare in giornata. E’ in questo istante che il presunto assassino (descritto come un uomo di carnagione scura con indosso una canottiera) entra in casa e aggredisce Erika e che, poco dopo, colpisce Dimitri in testa facendolo svenire. Dimitri viene avvistato mentre barcolla ferito fuori dall’abitazione intorno alle 11 da alcuni turisti, i quali avvertono il proprietario di un vicino negozio che entrando nella villetta trova il cadavere di Erika e chiama i carabinieri.

La ricostruzione ha insospettito gli investigatori che non si spiegano come mai Dimitri non abbia sentito l’assassino prima di uscire dal bagno. Inoltre non sono chiare le motivazioni del presunto aggressore, inizialmente si pensava ad una rapina ma dall’abitazione non mancano oggetti di valore. Le indagini, dunque, sono in una fase di stallo: l’arma del delitto è sicuramente  il coltello da cucina, ma non è utilizzabile perché essendo usato da tutti in casa ha diverse impronte. L’unica svolta potrebbe essere data dalla perizia sulle ferite riportate da Erika e Dimitri e da quella sui due cellulari, ma per avere i risultati bisognerà attendere 90 giorni.

F.S.