Morì tra atroci sofferenze, arrestata un’infermiera – VIDEO

(websource/archivio)

Gli inquirenti hanno ricostruito l’intera vicenda che ha portato al decesso di Celestino Valentino, l’anziano ricoverato all’ospedale “Santissimo Rosario” di Venafro, cittadina in provincia di Isernia, per un ictus e morto per avere ingerito un liquido di natura acida, che si è poi scoperto essere soda caustica. Già da subito i sospetti erano caduti su Anna Minchella, infermiera 45enne di Ciorlano, accusata di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dall’utilizzo di sostanze velenose, oggi finita in manette e rinchiusa nel carcere di Pozzuoli. La donna era gelosa della figlia dell’uomo, una sua collega, la quale era indicata come assistente del genitore in base alla legge 104. In seguito al riordino ospedaliero, lei è stata spostata da Venafro e la sua collega no: da qui è maturata la vendetta di Anna Minchella.

Il decesso risale a un anno fa circa, ma solo oggi i carabinieri, coordinati dal procuratore capo di Isernia Paolo Albano, hanno potuto mettere assieme tutti i tasselli e incastrare Anna Minchella, nei confronti della quale il gip Vera Iaselli ha firmato il mandato d’arresto. A incastrare la donna c’è anche un video, nel quale la si vede entrare in un supermercato e acquistare l’acido. La soda caustica, col suo effetto corrosivo, aveva anche ridotto a brandelli il pigiama della vittima e ustionato il suo corpo. In conferenza stampa, il pm Albano e i vertici dell’Arma dei Carabinieri, il comandante provinciale Marco Cuccuini e il maggiore Salvatore Vitiello, hanno fatto piena chiarezza sull’intera vicenda.

La soda caustica sarebbe stata iniettata in vena con una siringa, poi il povero Celestino Valentino è morto tra atroci sofferenze dopo un’agonia di una settimana presso il ‘Veneziale’ di Isernia, dove era stato trasferito da Venafro. Il procuratore Albano non ha dubbi: “Uccidendo il padre, ha punito, nella sua visione chiaramente perversa, sia la collega che era stata favorita, sia coloro che avevano deciso il suo trasferimento. E’ stato un delitto per vendetta, crudele nelle modalità, nel movente. Uno dei delitti più atroci che possano essere consumati ai danni di una povera persona che ha sofferto terribilmente per giorni, senza poter gridare e muoversi”. Il procuratore ha concluso spiegando che la donna “ha reagito con una freddezza unica come se aspettasse quello che la giustizia andava a fare” all’arresto. Ancora un grave caso di infermiere killer dopo il caso Lugo e la coppia di Saronno, accusata di molti casi sospetti.

GM