Renzi ammette: “Immigrazione? Questi numeri non li reggiamo” – VIDEO

(ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

“A chi mi dice di rinunciare allo ius soli perché c’è il problema dell’immigrazione, dico di non scadere così in basso nella polemica politica”, a dirlo è Matteo Renzi, presente nella sede dell’Ispi di Milano per la tavola rotonda ‘Il vento della disgregazione sugli Stati’. Il segretario del Pd entra dunque nel merito del dibattito sullo ius soli, che in queste settimane si sta sviluppando. Aggiunge Renzi: “Un bambino nato in Italia, che ha fatto un ciclo di studi, ha diritto di essere italiano senza attendere i 18 anni, ma magari attendendo solo gli esami di terza media”.

L’ex presidente del Consiglio distingue dunque tra ius soli e sbarchi di migranti, spiegando a proposito della seconda tematica: “La nostra strategia in materia di immigrazione è di impedire che i numeri siano quelli di oggi, perché non possiamo reggerli. Non sono sostenibili”. E ancora: “Perché vi sia integrazione, è necessaria un’identità culturale forte. La sinistra deve prendere atto che la parola identità è bella, positiva. Identità non è il contrario di integrazione, ma è il presupposto perché vi sia integrazione. Il contrario di integrazione è disintegrazione e non è identità”.

Matteo Renzi prosegue poi: “Occorre anche che la politica faccia un passo in più. Anche in queste ore molte sono le polemiche, anche all’interno del mio schieramento perché mi viene chiesto con chi andremo alle elezioni, con quale coalizione”. E chiarisce: “Non possiamo oggi stare dietro a una discussione artificiale su quale sarà la coalizione che andrà alle elezioni. Abbiamo di fronte a noi circa un anno di tempo prima di arrivare alle elezioni. Confrontiamoci sui contenuti. Domandiamoci se abbia un futuro o no l’Europa che abbiamo disegnato fino a oggi”. E conclude: “Inutile parlare di partiti e partitini”.

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GM