Quel messaggio ai genitori del piccolo Charlie: “Continuate a lottare”

(Chris J Ratcliffe/Getty Images)

“Continuate a lottare”: è questo il messaggio che la mamma di Mattia Fagnoni, il bimbo morto ad 8 anni per la sindrome di Sandoff, una rara malattia degenerativa del sistema nervoso, ha lanciato ai genitori di Charlie Gard, il bimbo di 10 mesi affetto da una malattia rara per il quale un tribunale inglese ha deciso di staccare le macchine che lo tengono in vita.

Anche Mattia non vedeva più e viveva attaccato ad un tubo. “Ma non abbiamo mai pensato di staccare il respiratore – dice sua mamma, Simona Marrazzo – e sono contenta, come mio marito, di avergli allungato la vita. La qualità della vita non è determinata solo dal poter camminare e muoversi, ma anche dall’affetto di chi ci circonda, anche se è difficile spiegarlo a chi vede le cose in modo superficiale.

Secondo la mamma di Mattia, nel caso di Charlie “i dottori stanno facendo i dottori, ma forse stanno facendo poco gli esseri umani”. “Charlie in questo briciolo di tempo che gli è stato concesso di vivere su questa Terra ha fatto tantissimo, anche per quei bambini che come lui in questo momento si stanno dimenando su un lettino”, ha osservato. Quindi l’esortazione a quella mamma e quel papà che stanno vivendo il suo stesso incubo: “Ai genitori di Charlie dico di lottare affinché una cosa del genere non accada più nel loro paese, io con Mattia ho fatto così, come si fa davanti ad uno sguardo che ti comunica vita decidere che è il momento di dire basta?”.

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EDS