Ergastolo per ex conduttore Rai: l’accusa è omicidio – VIDEO

(Websource/archivio)

E’ stato condannato all’ergastolo Alessandro Cozzi, ex conduttore televisivo noto per essere stato il volto di alcune trasmissioni di Rai Educational. L’uomo si trovava già in carcere per il reato di omicidio del quale era stato riconosciuto colpevole dopo l’uccisione nel marzo 2011 di un titolari di una agenzia interinale del Milanese. La vittima si chiamava Ettore Vitiello. Ma si ritiene che Cozzi abbia ucciso un’altra persona, nel 1998: nella fattispecie a perdere la vita sotto i colpi della sua furia omicida fu Alfredo Cappelletti, trovato già cadavere nel suo ufficio per una coltellata ricevuta in pieno petto. In relazione a quanto avvenuto 19 anni fa, Cozzi venne incastrato da alcune tracce del suo dna ritrovate sulla scena del crimine, in particolare sull’arma usata per uccidere Cappelletti in via Malpighi a Milano. L’ex conduttore tv fu anche l’ultima persona ad aver incontrato la vittima prima del ritrovamento del cadavere. Nel 2000 però il procedimento a suo carico venne chiuso ed il caso bollato come suicidio, fino alla riapertura del caso che ha infine riconosciuto Cozzi come autore del delitto. Ma ora il colpo di scena con la condanna al carcere a vita.

Invece sull’assassinio di Vitiello è stato acclarato che ci sono volute 53 coltellate per ucciderlo, ed il movente sarebbe un debito da 17mila euro che Cozzi aveva contratto con la vittima. La condanna per questo caso era stata emessa attraverso rito abbreviato che prevede lo sconto di un terzo della pena a partire da 21 anni, con quindi una condanna a 14 anni di reclusione, ma la famiglia di Vitiello non si era ritenuta soddisfatta di quanto emesso dal gup in quanto reputava troppo lieve la sentenza. Stando alla ricostruzione effettuata dal pm Maurizio Ascione, Cozzi si presentò la sera del 29 marzo 2011 nell’ufficio di Vitiello, 58 anni, per parlare del debito in essere. L’ex conduttore della trasmissione ‘Diario di Famiglia’, andata in onda sugli schermi di Rai Educational fino ad aprile 2010, si trovava in grossi guai finanziari ed aveva chiesto la rateizzazione di quanto avrebbe dovuto corrispondere al suo creditore. Da lì sarebbe però nata una violenta lite sfociata nell’omicidio.

Cozzi era uno psicologo, cattolico praticamente e molto stimato nel suo ambiente. Durante la lettura della sentenza è rimasto impassibile, a differenza dei parenti di Cappelletti ed in particolare della figlia Elisabetta, che fu tra i primi a rinvenire il corpo del padre con il coltello conficcato in pieno petto nel ’98. Ma anche se ci sono voluti decenni, alla fine è stata fatta luce su questa macabra vicenda. Infatti nel 2002 venne inoltrata una richiesta di archiviazione da parte della procura, alla quale seguì una imputazioni coatta. Nel 2011 il ‘cold case’ venne riaperto proprio in seguito alla confessione fornita dallo stesso Cozzi in merito all’omicidio di Vitiello, che tra l’altro era anche suo ex socio in affari. La perizia però non aveva portato a risultati significativi e da qui era arrivata una seconda richiesta di archiviazione, fino al giugno 2016, quando si era fatto riferimento ad un movente ed alla evidente impossibilità che la morte di Cappelletti potesse essere stata autoindotta. Ed oggi la corte d’assise di Milano ha condannato Cozzi all’ergastolo, ritenendolo autore anche dello stesso Cappelletti. Per la vedova è stata disposta una provvisionale di 100mila euro, mentre i due figli dovranno ricevere 200mila euro ciascuno. Il legale della famiglia Cappelletti ha affermato: “Per 20 anni i miei assistiti hanno dovuto sopportare il peso di un suicidio mai avvenuto e che ha invece portato a tante domande senza risposta. Oggi finalmente è stata ristabilita la verità e giustizia è stata fatta”.

S.L.

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