L’imprudenza di un pedone costa la vita a un motociclista

(websource/archivio)

Non rispetta il rosso al semaforo pedonale e così facendo concorre alla morte di un motociclista: per questo è stato condannato Massimiliano Lepratti, di 51 anni. La sentenza è stata emessa dalla Cassazione, che ha confermato la pena di un anno di carcere, sospesa dalla condizionale, comminata dalla Corte d’Appello del 26 febbraio 2015. L’imprudente pedone era anche passato davanti a un autobus e il motociclista, Salvatore Zammataro, non aveva potuto fare nulla per vederlo ed evitarlo. Era stato così sbalzato dalla sella, andando a sbattere contro un palo e per lui non c’è stato nulla da fare.

Lepratti, ritenuto responsabile di concorso colposo in misura del 75%, dovrà anche risarcire con 150mila euro i familiari del centauro. Il dramma si era consumato in viale Misurata, a Milano: Massimiliano Lepratti era appena sceso dall’autobus della linea 91 e aveva attraversato senza tenere conto che il semaforo fosse rosso. In base alla sentenza 32095 della Cassazione “tenuto conto dell’assenza di tracce di frenata, della presenza di almeno un mezzo di grosse dimensioni che occultava la visibilità dei pedoni e della rapidità con cui è avvenuto l’investimento del Lepratti, correttamente i giudici di merito, hanno concluso che lo Zammataro si trovasse a così breve distanza dall’attraversamento pedonale, da non poter utilmente arrestare il proprio veicolo in condizioni di sufficiente sicurezza anche volendo ipotizzare che il semaforo proiettasse per i veicoli luce gialla e non verde”.

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GM