Vaccini antitumore, effettuati i primi test sull’uomo

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Arrivano importanti e incoraggianti notizie in merito alla ricerca e alla lotta contro i tumori. Il team di scienziati di Catherine Wu del Dana-Faber Cancer Institute di Boston (Usa) ha pubblicato due articoli su Nature mostrando a tutti gli incoraggianti risultati della prima sperimentazione sull’uomo di due vaccini antitumorali personalizzati, studiati cioè su misura in base alle mutazioni genetiche del singolo paziente. I risultati sono per certi versi incredibili:  il vaccino è sicuro e ha ottenuto risposte immunitarie specifiche nei partecipanti con una storia di melanoma. Quattro soggetti su sei di quelli che si sono sottoposti alla sperimentazione non hanno mostrato una recidiva a 24 mesi di distanza mentre gli altri due, con forme progressive di melanoma, sono stati poi sottoposti a un altro tipo di terapia (anti-Pd-1) e hanno mostrato una completa regressione del tumore.

Michele Maio, direttore del Centro di Immuno-oncologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Siena, commenta così la notizia: ” L’immunoterapia dei tumori sta facendo passi da gigante. Questi due studi – sottolinea l’esperto – usano un approccio nuovo, su cui la comunità scientifica sta lavorando da pochissimi anni: consiste nel focalizzare l’attenzione sulle mutazioni che si accumulano nelle cellule tumorali col passare del tempo e che generano proteine anomale completamente sconosciute al sistema immunitario, specifiche per il singolo paziente. Fino a pochi anni fa sarebbe stato impossibile realizzare vaccini così personalizzati, ma oggi abbiamo le tecnologie che ci consentono di sequenziare il Dna velocemente e a basso costo: siamo ad un punto di svolta rispetto ai vaccini terapeutici del passato”.

Un secondo studio  coordinato da Ugur Sahin dell’Università Johannes Gutenberg di Magonza ha confermato i risultati ottenuti. In particolare in questo studio è stato testato un vaccino a base di Rna su 13 pazienti: otto di loro non hanno avuto recidive per 23 mesi; tra gli altri cinque che avevano avuto una recidiva prima della vaccinazione, due hanno risposto bene al trattamento, mentre uno ha avuto una regressione completa grazie alla successiva somministrazione di anticorpi contro il check-point immunologico PD-1.

“Il futuro delle terapie anticancro – conclude Michele Maio – sarà proprio nell‘impiego combinato dei vaccini con altri farmaci immunoterapici più potenti, come gli anticorpi inibitori dei checkpoint immunologici, che sono delle vere e proprie “bombe” per l’attivazione del sistema immunitario: in linea teorica l’immunoterapia può funzionare contro ogni genere di tumore”.

F.B.