L’omaggio al piccolo Bradley che la scuola non ha compreso

 

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La scomparsa del piccolo Bradley Lowery li aveva colpiti al punto da convincerli ad indossare delle camice speciali, in cui c’erano scritti dei messaggi sopra per rendergli omaggio. Quel gesto spontaneo e commovente era un modo originale per fare sentire alla famiglia di Bradley la loro vicinanza in questo momento di dolore ed una forma di pubblicità per una raccolta fondi destinata proprio ai genitori in lutto. Questo esempio di grande umanità non è stato compreso dalla loro insegnante e dai dirigenti scolastici che hanno costretto i ragazzi a tornare a casa per cambiarsi.

Tutto questo si è verificato in una classe della Rawmarsh Community School, high school che si trova nello Yorkshire. I 32 alunni, commossi dalla triste storia del bimbo di sei anni scomparso a causa di una rara malattia genetica la settimana scorsa, avevano pensato che indossare quelle camice con sopra le dediche fosse un modo originale per ricordare Bradley e mai avrebbero pensato che la loro insegnante li avrebbe costretti a toglierle.

La decisione della scuola ha creato scalpore tra i genitori dei ragazzi e successivamente tra gli utenti social che non comprendono il perché di un comportamento così severo. La prima a diffondere sul web il proprio sdegno per questa mancanza di empatia è stata Jay Haywood Crean, madre di due studentesse della scuola, che sul proprio profilo Facebook ha condiviso un commento sprezzante nei confronti della scuola: “Questa scuola è una barzelletta. Condividete e diffondete. Io, per quanto mi riguarda, ho appeso le camicie delle mie figlie alle ringhiere della scuola”.

Il post della signora Crean ha raggiunto le mille condivisioni in pochissimo tempo diventando virale. Gli utenti social non hanno infatti apprezzato la decisione della scuola e l’hanno criticata duramente. Ma i dirigenti della Rawmarsh Community School hanno difeso il loro comportamento attraverso un comunicato redatto dalla preside Helen O’Brien. Nel comunicato la donna si definisce dispiaciuta come tutti per la scomparsa di Bradley, ma spiega ai genitori adirati: “Era nostro dovere chiedere che fossero rispettate le regole sulla divisa in vigore nella nostra scuola. Per questo abbiamo chiesto agli studenti di andare a casa a cambiarsi o di coprire quelle camicie con la divisa. Non abbiamo escluso nessuno”.

F.S.