Licenziato si toglie la vita, ma il motivo è un altro

(Websource/archivio)

Un uomo di 41 anni, papà di un ragazzo di 16 anni e di una bambina di 8, si è tolto la vita l’altra mattina  all’interno dell’azienda di Villanuova sul Clisi (Brescia) dove svolgeva l’attività di operaio. Sembrava in un primo momento che l’uomo avesse ricevuto da poco la lettera di licenziamento. Il collegamento tra i due eventi era stato immediato e anche i colleghi che lo hanno trovato morto con la corda al collo hanno pensato a quello. La realtà era ben diversa. Innanzitutto non c’era in corso alcun licenziamento.  «Non è stato licenziato, anzi. Il nostro dipendente era molto ambito per le sue doti lavorative: affidabile, concreto, molto preparato» ha fatto sapere Monica Galuppini, amministratore unico della Elg Build di Villanuova.

A dissipare ogni dubbio è stata poi trovata una lettera lasciata dal 41enne in cui diceva addio alla sua famiglia e motivava il suo gesto estremo con i problemi che stava avendo in questo periodo con sua moglie. La paura di perderla, di una separazione che avrebbe fatto soffrire tutti in primis i loro figli, lo ha devastato portando addirittura al suicidio.

Purtroppo di storie come questa se ne sentono diverse. Proprio ieri vi avevamo parlato di un uomo che si era impiccato ad Ancona con il guinzaglio del suo cane. In quel caso però non c’era stato alcun biglietto esplicativo e permane il mistero sulle cause del gesto.

F.B.