Il “caso” dei baffi di Salvador Dalì, intatti dopo 28 anni

(Websource / Mirror)

A ben 28 anni dalla sua morte, i celebri baffi di Salvador Dalì sono ancora intatti e, dopo che è stato imbalsamato, anche il resto del corpo resta in ottimo stato di conservazione. A raccontarlo è il medico legale Narcis Bardalet dopo l’esumazione del maestro del surrealismo, eseguita nella notte tra il 20 e il 21 luglio.

“I baffi indicano sempre le ore 10 e 10 come desiderava lui. E’ un miracolo”, afferma Bardalet, che nel 1989 aveva imbalsamato Dalì, alla radio catalana RAC1. “I suoi baffi sopravvivranno nei secoli”, ha aggiunto. I medici legali incaricati di prelevare campioni di tessuti del cadavere del pittore poco prima della mezzanotte hanno estratto dal cadavere unghie, capelli e due ossa. Reperti che saranno inviati all’Istituto Tossicologico Nazionale di Madrid per il sequenziamento del dna e per il confronto con quello di Pilar Abel, 61 anni, la cartomante che sostiene di essere sua figlia naturale e ha istruito una causa sulla paternità.

Se sarà riconosciuta la paternità di Dalì, Abel avrà diritto al 25% dell’eredità del maestro, che prima della morte, non avendo figli, aveva lasciato tutto allo Stato spagnolo designando la Fondazione Gala-Dalì quale amministratore dei suoi beni. Se invece il confronto dei dna sarà negativo, la Fondazione ha già reso noto che chiederà a Abel di pagare danni e spese legati dalla sua richiesta in paternità, e in particolare dall’esumazione. Dopo gli esami, però, la tomba sarà riaperta per “ricomporre il cadavere nella sua integrità”, ha precisato la stessa Fondazione. L’udienza è fissata per il 18 settembre.

EDS