Caldo killer, scatta l’allarme: “Migliaia di morti in Europa”

    (Websource / archivio)

    Il grande caldo dell’estate 2017 minaccia di provocare un incremento dei decessi nelle aree più “critiche”: a rischio, come sempre in questi casi, sono soprattutto gli anziani e i bambini. In particolare, le morti legate a disastri climatici – come le sempre più frequenti ondate “anomale” di calore – potrebbero aumentare di ben 50 volte in Europa, se non verranno messe in atto misure efficaci per ridurre le emissioni nocive e proteggere la popolazione. A lanciare l’allarme è uno studio condotto dallo European Commission Joint Research Centre, secondo cui tra il 2071 e il 2100 potrebbero verificarsi circa 152.000 decessi all’anno nel Vecchio Continente per effetto di fenomeni meteo “estremi”. I più vulnerabili sono i cittadini dell’Europa meridionale: Italia, Spagna e Francia del Sud.

    La ricerca, pubblicata sull’autorevole rivista “Lancet Planetary Health”, ha utilizzato gli attuali modelli di previsioni per determinare quanto spesso e dove 7 tipi di disastri meteo – tra cui ondate di calore, incendi e inondazioni – potrebbero verificarsi in Europa nei prossimi anni in assenza di misure di contrasto al global warming. L’impatto stimato sulla salute è tutt’altro che soft. Secondo i ricercatori, 2 europei su 3 potrebbero risentire di questi fenomeni tra il 2071 al 2100: ben 351 milioni di persone rispetto ai 25 milioni colpiti tra il 1981 e il 2010, pari ad appena il 5% della popolazione.

    Anche le morti dovute al “clima pazzo” segneranno un aumento: gli esperti in questione stimano che potrebbero balzare dalle 3mila l’anno nel periodo ’81-2010 a 152mila l’anno entro il 2100. Circa 50 volte di più, appunto, con un picco di 64 volte di più nei paesi più vulnerabili, come Spagna, Francia del Sud e l’Italia, un tempo nota e apprezzata per il suo clima mite. Le ondate di calore come quella che in queste settimane sta arroventando il Belpaese, in particolare, saranno responsabili di ben il 99% dei decessi dovuti agli effetti dei cambiamenti climatici. Effetti che, fanno notare i ricercatori, avranno un impatto ancor più pesante delle ondate migratorie. La soluzione? Secondo Giovanni Forzieri, uno degli autori dello studio, “governi e forze politiche dovrebbero prestare molta più attenzione e attuare misure concrete e tempestive”, perché “in assenza di interventi, queste stime riflettono una situazione davvero allarmante”.

    EDS