Niccolò, emergono dettagli terribili sui soccorsi

Niccolò Ciatti (Facebook)

E’ difficile se non impossibile accettare la morte di Niccolò Ciatti, il giovane di Scandicci deceduto in seguito ad un pestaggio subito in una discoteca di Lloret de Mar. I motivi sono tanti. Primo fra tutti la giovane età della vittima, la banalità di una morte tanto atroce quanto evitabile. Ma soprattutto il fatto che tra tutti coloro che guardavano il pestaggio e lo riprendevano con gli smartphone nessuno sia intervenuto in qualche modo per aiutarlo e difenderlo. Come se non bastasse poco fa è arrivata anche la notizia della scarcerazione di due dei tre ceceni arrestati per la vile e brutale aggressione.

A tutto ciò si aggiungono adesso alcuni dettagli che portano a pensare che i soccorsi non siano stati né tempestivi né efficienti.  Infatti in base a ciò che risulta dalle indagini dei Mossos d’Esquadra, la polizia catalana, sono emersi due elementi a dir poco inquietanti:  al momento dell’aggressione c’erano solo nove buttafuori a fronte di circa duemila ragazzi presenti all’interno del locale e nessuno di loro è intervenuto per sedare la rissa. Inoltre l’ambulanza sarebbe arrivata in grave ritardo anche perché l’unica strada d’accesso al locale è troppo stretta per qualsiasi veicolo. Per questo motivo Niccolò, già agonizzante, è stato portato in spalla da quattro ragazzi all’esterno del locale per oltre 100 metri fino a raggiungere il mezzo di soccorso. In quel momento il 22enne era già in coma, perdeva sangue dalla bocca e le lesioni cerebrali che aveva subito lo avrebbero poi portato alla morte entro 24 ore.

Dalle indagini sui tre aggressori è emerso anche che i tre ceceni (solo colui che ha sferrato il calcio in testa a Niccolò è rimasto agli arresti) farebbero parte di un’organizzazione paramilitare, sarebbero richiedenti asilo politico in Francia e almeno uno di loro sarebbe un esperto di lotta e arti marziali.

F.B.