“Picchiata a sangue e poi bruciata in giardino”: il killer confessa l’atroce delitto

(Websource / Bbc.co.uk)

Alla fine la confessione è arrivata. Tautrydas Narbutas, 24 anni senza fissa dimora, ha ammesso di essere stato lui a uccidere Albertina Choules, picchiandola a sangue, colpendola alla testa con un oggetto contundente e poi dandole fuoco nel giardino di casa sua. L’81enne vedova buddista era stata trovata col corpo ancora in fiamme dai soccorritori che lo scorso luglio si erano precipitati nella sua villa da 2 milioni di sterline nella ricca zona di Marlow, nel Buckinghamshire, in Inghilterra.

Dal 2004, dopo la morte del marito, Albertina viveva sola nella villa circondata dal bosco. Quel giorno – il 6 luglio dello scorso anno – aveva sentito dei rumori sospetti provenire dal piano inferiore, dunque era scesa e si era imbattuta in un uomo intrufolatosi nella sua proprietà, evidentemente per rubare. Intorno alle 6.30 la donna aveva fatto in tempo a chiamare la Polizia, ma il ladro prima di fuggire non le ha lasciato scampo: l’ha trascinata in giardino e le ha dato fuoco. Quando gli agenti sono arrivati sul luogo del delitto, il ladro era ancora in casa: ha attaccato un poliziotto con un machete, prima di fuggire nel bosco, dove abitava in una tenda di fortuna. In breve tempo le forze dell’ordine sono riuscite a individuare il suo rifugio e il killer è finito dietro le sbarre. Il giovane soffre a quanto pare di un “disturbo psicotico” che gli varrà una pena più lieve.

E’ il caso di ricordare che il barbaro assassinio è avvenuto a sole nove miglia dalla scena di uno dei delitti irrisolti più noti d’Inghilterra: quello dell’infermiera Janet Brown, uccisa 21 anni fa in casa sua da alcuni “intrusi”. Il cadavere venne ritrovato il giorno dopo da alcuni operai, ma a distanza di due decenni i colpevoli dell’omicidio rimangono ancora senza nome e senza volto.

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EDS