(PASCAL GUYOT/AFP/Getty Images)

A poche ore dall’attentato dell’altro pomeriggio a Barcellona, dove un terrorista a bordo di un cabinato ha fatto decine tra vittime e feriti, finiscono sotto accusa i servizi di sicurezza della capitale catalana. Lo scorso anno, infatti, i capi della sicurezza di Barcellona hanno respinto gli appelli a installare barriere protettive per proteggere i pedoni da un attacco da parte di terroristi a bordo di mezzi. Il ministero degli interni aveva raccomandato che “i punti strategici che potrebbero essere bersagli per gli attacchi terroristici siano isolati sia con oggetti fisici che con gli agenti di polizia”.

Ma il Consiglio di sicurezza locale del Comune si è riunito per discutere le misure proposte con la polizia locale, la Polizia Nazionale, la Guardia Civile e il servizio antincendio, optando poi per aumentare la presenza della polizia sulle Ramblas e su altre aree vulnerabili. La decisione è stata presa nonostante il livello d’allarme fosse in Spagna a livello 4, quando il massimo è 5. Anche la Cia aveva spiegato che grande era il rischio per Las Ramblas, visto anche quanto accaduto a Nizza e Berlino. Il sindaco di Barcellona Ada Colau ha affermato che “i protocolli sono stati riveduti” a seguito della riunione, parlando di un aumento delle forze dell’ordine e del divieto di transito in occasione dei grandi eventi.

Ha detto: “Non esiste la sicurezza del 100 per cento, soprattutto quando ci sono persone pronte a compiere atrocità con mezzi molto rudimentali”. Una delle ragioni per cui non sono state preposte barriere è che questo impedirebbe ad esempio l’accesso all’area dei servizi di emergenza. Oggi i furgoni di polizia hanno bloccato l’ingresso e migliaia di persone hanno ripreso a passeggiare a Las Ramblas. Le critiche sono simili a quelle fatte dopo l’attacco al London Bridge nel mese di giugno. Le autorità di Londra hanno escluso misure per installare barriere sul ponte appena 24 ore prima che i tre terroristi agissero.

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GM