Scambia il diluente tossico per acqua minerale: bimbo di 3 anni in terribili condizioni

(Websource / Mirror)

Credeva che in quella bottiglia vi fosse della semplice acqua minerale, e aveva bevuto. Purtroppo, invece, il liquido trasparente era del diluente per vernici, usato dal padre per imbiancare le pareti di casa, nell’Andhra Pradesh (India meridionale). Ora il piccolo Gitvin Challa, un bimbo indiano di tre anni, giace su un letto d’ospedale in terapia intensiva, intubato, dove lotta tra la vita e la morte. I medici stanno lavorando sodo per salvarlo, ma Gitvin, che ha riportato danni a vari organi, “bruciati” dopo l’ingestione del liquido, avrebbe bisogno di trattamenti costosi che la sua famiglia non può permettersi. Proprio allo scopo di garantirgli la terapia necessaria, il cui costo è stimato nell’equivalente di poco più di 26.000 euro, è stata lanciata una raccolta fondi.

ll piccolo Challa ha ingoiato circa 10 ml. di diluente: una dose modesta che però, alla sua età, può rivelarsi fatale. Il papà di Gitvin, Bhaktavatsalam Reddy, colpevole di aver lasciato quella bottiglia incustodita, potrebbe ora pagare cara la sua leggerezza. Quando si è accorto del terribile “equivoco” nel quale era caduto il bambino era già troppo tardi. “Gitvin stava cercando un po’ d’acqua. Non avrei mai immaginato che avrebbe preso quella bottiglia e bevuto”, ha raccontato esclamato il tassista indiano, ora affranto per le condizioni del figlio. Dopo aver bevuto la vernice, Gitvin avrebbe iniziato a gridare: urla continue, per circa 10 ore, fino al ricovero. Durante la lunga agonia il piccolo erarimasto sempre cosciente; poi, all’improvviso, ha chiuso gli occhi, senza più riaprirli. Da quel momento le sue condizioni sono peggiorate.

Dopo essere stato trasferito e curato in diversi ospedali indiani, ora Gitvin ha trovato una collocazione stabile presso il Kanchi Kamakoti Child’s Trust Hospital di Chennai, la capitale dello stato orientale del Tamil Nadu. Secondo fonti sanitarie, il bambino è collegato a particolari apparecchi che supportano i suoi organi e ne ossigenano il sangue. Le sue condizioni sono stazionarie ed è costantemente monitorato dai medici e dagli infermieri dell’ospedale indiano. Al suo fianco c’è sempre il papà, mentre la madre rimane a casa ad allattare l’altra figlia. I genitori di Gitvin, come accennato, sono molto poveri: lui guadagna circa 190 euro al mese e non può permettersi le costose terapie salvavita. “Mia moglie è desolata perché non riesce a stare al fianco del suo bimbo in questo difficile momento”, confessa. “Non riesco a pensare – conclude il papà – che solo due giorni fa saltava sul suo letto come una molla. Darei qualunque cosa per rivederlo così, anziché su questo letto d’ospedale, privo di conoscenza e in fin di vita”.

EDS