Rischiava di morire per un bacio: la denuncia dei genitori

Il piccolo Gunner coi genitori e il fratellino (foto dal web)

Krystal Hayes e il suo partner John Gresham hanno vissuto un’esperienza terribile dopo la nascita del loro figlio, Gunner, e lanciano ora un appello. In sostanza, il piccolo ha rischiato la vita per un bacio di un parente. Tutto ha inizio quando una mattina il bimbo aveva la febbre quasi a 39, il padre pensa a una normale influenza, ma il respiro di Gunner diveniva sempre più affannato e subito dopo sopraggiungevano le crisi epilettiche. Immediatamente i due genitori si sono precipitati in ospedale. Il padre era sconvolto: “Lo sentivo piangere dalla stanza accanto. In quei momenti ti passa per la mente qualsiasi cosa. Quando ci hanno detto che era grave, non penso di essere mai stato più spaventato”.

I primi esami medici hanno confermato che Gunner aveva la meningite e subito è scattato il sospetto che potesse averla contratta per ‘colpa’ di un bacio di un parente. La mamma chiarisce che si è trattato comunque di un episodio avvenuto senza che ci fosse la volontà di chi ha baciato Gunner. “Non riuscivo a pensare a niente di peggio di non baciare il proprio figlio, ma adesso posso. Questo è stato migliaia di volte peggio”, la drammatica testimonianza della donna. Krystal Hayes ha concluso: “Lo cullerò finché il mio cuore sarà soddisfatto ma non bacerò mai un neonato che non mi appartiene e non bacerò mai uno dei miei neonati vicino alla bocca, se ne avrò ancora… Il mio sincero consiglio è di non lasciare che nessuno baci un neonato”.

Sicuramente è andata molto peggio a Mariana Reese Sifrit, una piccola di West Des Moines, nello Iowa, deceduta qualche settimana fa per una meningite HSV1, sembra trasmessale da un bacio. In un omaggio commovente, sua madre Nicole Sifrit ha parlato dello “enorme impatto” che la sua bambina ha fatto nel mondo in appena 18 giorni di vita. Ha scritto la donna su Facebook: “La nostra principessa Mariana Reese Sifrit ha guadagnato le sue ali di angelo alle 8:41 di mattina nelle braccia del suo papà e con la sua mamma proprio accanto a lei. Ora non soffre più ed è con il Signore. Grazie a tutti coloro che hanno seguito il suo viaggio e ci hanno sostenuti nel corso di questa battaglia”.

GM