Sofia morta di malaria, nell’ospedale c’erano altri due bimbi contagiati

(Websource/archivio)

La vicenda della piccola Sofia Zago, morta di malaria a soli 4 anni a Brescia dopo essere stata ricoverata all’ospedale ‘Santa Chiara’ di Trento, ha suscitato stupore per l’insorgere della malattia. Il caso è stato riconosciuto praticamente unico nel suo genere in tempi moderni, visto che l’Italia risulta essere iperprotetto contro la malaria. Si indaga su quanto possa aver influito la presenza nella struttura di altri due bambini che presentavano gli stessi sintomi di Sofia, ma che dalla malaria sono guariti per poi essere dimessi. I piccoli erano ricoverati in un reparto diverso e non sono mai entrati in contatto con la piccola. C’è da dire che il contagio non avviene per via aereo o per contatto, come ha spietato il direttore generale dell’Azienda per i Servizi Sanitari della Provincia di Trento, Paolo Bordon: “Stiamo esaminando la possibilità, per quanto rara, inerente al fatto che potessero esserci delle zanzare nei vestiti o nei bagagli che possano poi aver raggiunto la povera Sofia”.

Non s è pensato subito che fosse la malaria

“Quest’ultima era stata portata in ospedale a Portogruaro, in provincia di Venezia, mentre la famiglia si trovava in vacanza nei pressi. Il motivo era stato un improvviso attacco di diabete. Era il 13 agosto, e tre giorni dopo Sofia è stata portata a Trento per poi essere dimessa il 21. Ma lo scorso 31 agosto i genitori l’hanno riportata qui con sintomi non riscontrati prima, ovvero febbre alta e vomito. I dottori le hanno diagnosticato una faringite, non immaginando potesse trattarsi della malaria, visto che non era mai stata all’estero e qui in Italia la malattia non è diffusa. Anche stavolta Sofia è stata mandata a casa, con la raccomandazione di seguire una terapia antibiotica. E’ poi tornata un’ultima volta, in gravissime condizioni, il 2 settembre. Sulle prime si è pensato ad un attacco epilettico, subito escluso dalla Tac e dalla risonanza magnetica. Con l’emocromo ed avvalendosi della consulenza di alcuni esperti, finalmente è emersa la possibilità che potesse centrare la malaria, per partire immediatamente con un primo trattamento. Ma è stato tutto inutile”.

S.L.

IL TG DI OGGI 6 SETTEMBRE 2017