Fiano: “La legge non basta, bisogna cambiare i monumenti fascisti”

obelisco Fiano Boldrini
(Websource/archivio)

La legge contro la propaganda fascista è stata approvata oggi dalla Camera, ma il promotore dell’iniziativa, Emanuele Fiano del Pd, sembra non accontentarsi. In mattinata, viste le forti polemiche in merito a questa legge, aveva stemperato i toni in questo modo: “Nessun intento liberticida ma solo la necessità di mettere un freno ai rigurgiti neo fascisti e al ritorno dell’ideologia di estrema destra. Non si intende colpire le opinioni, le idee, la ricerca storica e neppure quel folklore di cattivo gusto che spesso, intorno ai cascami del regime fascista, prospera”.

Poi però ha rincarato la dose ed è tornato a parlare dell’idea di abbattere o per lo meno modificare i monumenti fascisti, un’idea condivisa e promossa qualche mese fa anche dal presidente della Camera Laura Boldrini. Fiano ha spiegato: “Sono contrario all’abbattimento di monumenti, ma l’abrasione della scritta è una cosa che è stata fatta in Italia in tanti posti. L’abrasione della sola scritta è giusta”. Intervistato da Telese a radio 24 ha poi aggiunto a proposito di Predappio, luogo di pellegrinaggio di tutti i nostalgici italiani: “Accoglierei la proposta del sindaco che, al posto di quei negozi, ha proposto l’istituzione di un museo storico anche in quella città che ovviamente ha un legame con la figura di Mussolini, un museo di spiegazione di cosa è stato il fascismo, di tutto il percorso della sua storia, di ciò che ha prodotto, causato, di ciò di cui è colpevole. In Germania ci sono esempi di musei legati alla storia del nazismo che insegnano alle nuove generazioni o anche a quelle vecchie esattamente tutto quello che è successo. Raccontare, spiegare, anche introdursi nelle contraddizioni di un pezzo di storia è giusto senza infingimenti”.

Infine una battua anche sui vini che riportano l’effige del Duce sull’etichetta: “Ci sono casi in cui questo è oggetto di propaganda, ci sono vetrine in Italia in cui viene propagandata l’ideologia fascista e in più c’è la bottiglia con l’effige di Benito Mussolini o di Hitler e altri casi in cui è un esercizio di collezione privata. Rifacendo l’esempio della Germania, in Germania è reato vendere oggetti con quelle effigi e nessuno se ne scandalizza. Il problema della legge è la propaganda non l’opinione, bisogna esercitare l’atto di propaganda”.

F.B.