Abusiva dopo il terremoto, si trova senza casa a 95 anni

Peppina Fattori (ritaglio video)

Peppina Fattori, terremotata di 95 anni, a un anno dalle scosse, è stata sfrattata stamattina dalla casetta di legno che si è costruita per poter continuare a vivere a San Martino di Fiastra, in provincia di Macerata. Erano state le figlie ad assecondare la sua richiesta di restare nel suo piccolo borgo, acquistando di tasca loro la casetta e facendo in modo che potesse stare su un terreno privato edificabile. Ma per un cavillo burocratico, quei pochi metri di abitazione erano stati dichiarati ‘abusivi’ e oggi – puntuali, anzi in anticipo di 48 ore rispetto al previsto – sono arrivati i carabinieri forestali ad apporre i sigilli.

Appena ieri, la figlia di Peppina Fattori, Gabriella, aveva lanciato un appello rimasto inascoltato. La 95enne non si arrende e promette insieme ai suoi familiari battaglia, intanto spiega a una televisione locale: “Mi hanno interrogato un po’, poi mi hanno fatto firmare. Già sto male, ma tutte queste cose mi fanno stare ancora peggio. Perché non mi lasciano in pace? Voglio morire qui, in questa casetta. Voglio morire dove sono vissuta per 75 anni”. La figlia Agata accusa: “Questo ingresso a sorpresa, senza che fossimo avvisate noi figlie e per caso c’era mio cognato, ci addolora e ci indigna. Noi siamo indignati”. Quindi ha accusato “le lentezze burocratiche con le quali vengono date risposte ai cittadini”. La signora è durissima: “Dovevamo scegliere tra il rispetto pieno delle leggi e la vita di nostra madre”.

Peppina Fattori intanto avrebbe detto a uno dei forestali: “Io da lì non mi muovo, ci sto lo stesso. Poi verrà lei a mettermi le manette”. Ma il sequestro della casetta non è passato sotto silenzio, con Claudio Castelletti, sindaco di Fiastra, che si dice sconcertato: “Andare ad accanirsi su un’anziana e una casetta di legno umanamente mi lascia molto perplesso”. Al fianco di Peppina Fattori, per portarle conforto, c’erano stamattina tanti residenti nella zona, soprattutto giovani, che si sono mossi appena avuta la notizia. Da una pagina Facebook parte il tam-tam per indire una manifestazione spontanea sotto casa dell’anziana per lunedì pomeriggio, mentre alcuni attivisti attaccano duramente: “Quando tutto si appiattisce sulla mera legalità, una legalità vuota, un feticcio, uno strumento puramente a servizio della repressione. Sgomberare di sorpresa una signora di 95 in un paesino dell’Appennino, questo è quanto. Ma non finisce qui”.

 

GM