Noemi, la mamma di Lucio: “Meglio lei che noi tre”

Lucio Marzo genitori
I genitori di Lucio Marzo (Websource/archivio)

Le novità e le indiscrezioni in merito alle indagini sulla morte di Noemi Durini si susseguono in queste ultime ore. Stamattina si è appreso che il reo confesso Lucio Marzo non ha risposto alle domande del Gip, che si definisce “pentito” per ciò che ha fatto e che a breve sarà sottoposto ad una perizia psichiatrica. Nonostante la sua confessione i punti ancora da chiarire nella vicenda sono moltissimi. Alcune risposte arriveranno dai risultati dell’autopsia sul corpo di Noemi e altre dalle analisi sulle due tracce di sangue trovate nell’auto del ragazzo nonostante la macchina fosse andata all’autolavaggio proprio poche ore dopo l’omicidio.

La famiglia di Lucio continua a difendere il figlio sostenendo la tesi che sia stata colpa di Noemi se il figlio è diventato un mostro e avallando il suo racconto secondo il quale Noemi aveva progettato di sterminare la famiglia del ragazzo. Insieme avevano poi pianificato di fuggire a Milano. Lui l’avrebbe uccisa per salvare i suoi genitori dunque. E a tal proposito la madre del ragazzo si è lasciata andare ad alcune dichiarazioni da brividi: “Meglio lei che noi tre” ha detto la donna che poi ha aggiunto altre dichiarazioni. “Lui non doveva guardarsi intorno, non si doveva guardare intorno se c’era qualche ragazza, forse si è girato ed è venuto a casa tutto graffiato, col sangue. Mio figlio era calmo, subiva e ultimamente ha reagito così. Reagiva, quando la vedeva. Lei voleva entrare nella famiglia, essere accettata da noi, noi non la potevamo accettare per quello che sentivamo dire su di lei. Abbiamo chiesto all’assistente sociale di allontanarlo, abbiamo chiesto ma nessuno ci ha aiutato». Alla domanda se il ragazzo fosse in cura, la madre ha confermato «Ha fatto 3 TSO (trattamento sanitario obbligatorio) per colpa di questa ragazza, gli ha fatto il lavaggio del cervello, l’ha fatto diventare un mostro”.

Anche il padre di Lucio, il cui coinvolgimento nell’omicidio e nell’occultamento del cadavere è ancora tutto da definire, ha parlato: “Non sapevo nulla e mai avrei aiutato mio figlio a commettere un simile gesto. Lucio mi ha detto dell’omicidio la sera prima del ritrovamento del corpo di Noemi e mi ha comunicato anche la sua decisione di volersi costituire ai carabinieri. Io gli ho risposto: «Se hai le palle ci devi andare da solo»”.

F.B.