Lavoro, Poletti: “Sgravi dal 50% per chi assume giovani”

(Websource/archivio)

Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, pensa di proporre degli sgravi al 50% su un periodo triennale per le assunzioni di giovani con possibilità di raddoppiarli al 100% per quelli del Sud, che vive una atavica condizione di svantaggio rispetto alle altre zone del Paese. “Gli sgravi nella nuova manovra possono rappresentare senz’altro un viatico importante affinché si creino le condizioni per creare occupazione ed allo stesso tempo contrastare la decontribuzione – afferma ancora Poletti durante le Giornate del Lavoro della Cgil a Lecce.  E’ interesse primario del Governo creare lavoro, e per farlo ci sarà la necessità di avvalersi di un ventaglio di strumenti. Nelle nostre intenzioni figura anche la volontà di stabilizzare lo strumento dell’apprendistato duale. Così come sento che c’è la possibilità per le imprese che hanno investito e continuano a farlo nell’Industria 4.0 di poter immettere risorse importanti anche sulla formazione di nuovo personale, ne va della loro competitività. Investire nell’occupazione è la strada maestra, e bisogna farlo tutti insieme. In sede di legge di Bilancio verrà fatto tutto il possibile per rendere operative queste misure, che dovranno dare uno slancio importante alla ripresa, la quale è già cominciata e si fa sentire in modo importante”, conclude Poletti.

Situazione critica

Del resto lo stesso Poletti fa bene a rimarcare le problematiche legate al mondo del lavoro, che in Italia da anni risulta essere in impasse. I numeri sono impietosi e ci mostrano una condizione ormai cronica per la quale sempre più giovani non studiano e non cercano una occupazione. E’ stato stimato che nel 2016 aveva un impiego circa il 16,6% della forza lavoro ‘verde’ (giovani con una età compresa tra i 15 ed i 24 anni), mentre per fare un raffronto, questa cifra in Germania sale addirittura al 45,7%. Un raffronto che manifesta in maniera inequivocabile una grossa differenza per la quale bisogna intervenire subito nel tentativo di migliorare le cose. Anche per le altre fasce di età la situazione attuale in Italia non è rosea: lavora il 53,7% dei giovani tra i 25 ed i 29 anni, ma nell’Eurozona la media è del 70%. E continua la fuga dei cervelli all’estero, cosa che costa all’Italia un punto di Pil all’anno, ovvero 14 miliardi di euro. Per questo la manovra allo studio del Governo non dovrà fallire.

S.L.


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