Ragazzino sparito di casa, dopo 10 anni è ancora mistero

(Websource/archivio)

Il giovanissimo Andrew Gosden invece di andare a scuola, un giorno tornò improvvisamente a casa per radunare le sue cose, prendere 200 sterline ed andare via. E’ stato accertato che il 14enne acquistò un biglietto ferroviario da Doncaster a Londra, dove arrivò alle 11:20 di quella mattina, per poi far sparire le proprie tracce. Il fatto avvenne ben dieci anni fa, ed ancora oggi i suoi genitori Kevin e Glenys, di 51 e 53 anni, e la 26enne sorella Charlotte, sono ancora tormentati da questa dolorosa vicenda. Il padre ha dichiarato che tutto ciò è “psicologicamente impossibile da affrontare. Andrew è sparito dalla faccia della terra e non sappiamo che fine abbia fatto. Potrebbe essere stato ucciso, o forse si è suicidato. O magari è ancora vivo, ma non sapere assolutamente niente è una tortura. Il 14 settembre è caduto il decimo anniversario della sparizione di Andrew, e la sua famiglia ha tenuto una veglia in sua memoria con il sostegno dell’associazione ‘Missing People’. Il tutto è durato 10 ore, con un’ora appositamente dedicata ad un figlio scomparso. Perché quello di Andrew non è l’unico caso, purtroppo. I Gosden hanno anche annunciato l’apertura di una campagna crownfounding per ottenere delle donazioni, scrivendo: “Lentamente i giorni sono diventati settimane, poi mesi ed anni. Dopo l’addio di Andrew abbiamo notato come la casa sia diventata più silenziosa. Ci mancano le conversazioni con lui”. Del dolore di questa famiglia si parlerà domani in una trasmissione televisiva della BBC, dove si parlerà di altre situazioni analoghe.

Polizia inefficace

Sono circa 250.000 le persone che scompaiono ogni anno nel Regno Unito, e di questi oltre 3000 hanno fatto perdere le proprie tracce da più di dieci anni. In relazione ai figli, il 98% tuttavia viene rintracciato nel giro di una settimana. La vicenda di Andrew però presenta dei punti oscuri: era uno studente modello, che aveva il massimo dei voti e mai aveva mostrato dei segni di disagio. Di lui si sa solo che una mattina era andato a scuola per poi fare rapidamente ritorno a casa, dove non c’era nessuno visto che i genitori si trovavano al lavoro e la sorella, all’epoca 16enne, era andata a scuola a sua volta. Andrew si era cambiato i vestiti per poi andare alla stazione di Doncaster dove comprò un biglietto di sola andata per Londra. Aveva con se una sacca di tela nera con una PlayStation all’interno, ma senza alimentatore. Mentre non aveva alcun telefono cellulare. L’ultima volta che è stato visto è in una ripresa di una telecamera di sicurezza a King’s Cross. La famiglia si accorse della sua assenza soltanto di sera, quando Andrew non rispose alla richiesta di unirsi agli altri per la cena. I parenti pensavano che stesse giocando al computer nello scantinato trasformato in stanza di ricreazione. La sorella Charlotte dice: “Quando venimmo a sapere che Andrew non era stato a scuola ci siamo preoccupati ancora di più”. Erano anche giunti dei presunti avvistamenti nelle ore successive alla sparizione, ma con estrema rabbia della famiglia Gosden, la polizia impiegò 27 giorni per trovare una immagine del circuito di sicurezza della stazione londinese di King’s Cross. Il padre Kevinha scritto anche più di 100 lettere di protesta, denunciando una scarsa comunicazione da parte delle forze dell’ordine che perdura anche oggi.

Un altro caso simile

A settembre del 2008 il volto di Andrew è apparso sui cartoni di latte nei negozi in Islanda, nell’ambito di una campagna nazionale che richiede informazioni sulle persone scomparse. Ed un mese dopo un uomo disse di avere delle informazioni sul caso, ma scomparve prima di parlare. Nel 2009 invece sono state diffuse delle immagini di come sarebbe potuto essere il ragazzo a 16 anni. La polizia ha fatto sapere nei giorni scorsi che nulla è stato trascurato e che sono stati presi in disamina foto, filmati, testimonianze di amici e parenti ed inoltre si dispone anche del dna e delle impronte digitali di Andrew: “Inoltre – afferma un ufficiale – ci siamo anche rivolti ad un analista comportamentale per cercare di stabilire le possibili cause che spinsero il ragazzino ad andarsene di casa ed anche dove possa trovarsi oggi. Mick Neville, a capo dell’Unità di analisi delle immagini della polizia metropolitana e che è andato in pensione quest’anni, ritiene che sia possibile che Andrew fosse andato a Londra per assistere ad un concerto rock, genere musicale che amava. Aveva alcuni segni caratteristici, come tatuaggi, e l’intenzione è quella di esaminare alcuni social network per trovare delle possibili corrispondenze nelle foto postate. Un altro caso simile a quello di Andrew avvenne nel luglio 2008, quando a sparire fu Alex Sloley, pure lui uno studente modello, scomparso di casa ad Islington, nel nord di Londra. Tra l’altro molto vicino a King’s Cross. Quando fece perdere le proprie tracce era stato con degli amici. Sempre Neville ritiene che i due avvenimenti siano collegati, e non esclude l’opera di un pedofilo, anche se la polizia non ha mai dato adito a questa pista. La famiglia Gosden si aggrappa ad una piccola speranza che Andrew possa essere ancora vivo. Non hanno mai cambiato la serratura della porta d’ingresso da quando è scomparso. Il padre dice che anche sapere che Andrew sia morto rappresenterebbe di per se una consolazione: “Perché almeno questa storia finirebbe e noi non vivremmo più in questo insopportabile limbo”.

S.L.

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