Prende un gioco per il figlio tra i rifiuti, netturbina licenziata

(Websource/archivio)

Aicha Elisabethe Ounnadi, 40 anni, ex dipendente del Cidiu, l’azienda che si occupa della raccolta e della gestione dei rifiuti nella cintura Ovest di Torino è disperata. La donna, separata, con due figli e residente in una casa popolare, è stata licenziata due mesi fa. La sua colpa è stata quella di impossessarsi di un vecchio monopattino trovato proprio in uno dei centri di raccolta dell’azienda, a Collegno.

Lei spiega le sue ragioni così: Erano le 6 del mattino del 18 maggio e una collega mi ha passato quel giocattolo: ‘Tieni, portalo a tuo figlio’. Non so chi l’avesse preso, né chi l’avesse portato lì, ma a quell’ora non sono stata a fare domande. L’ho messo vicino al mio armadietto e poi l’ho chiuso in auto. Non avrei immaginato che da quel momento sarebbe iniziato un incubo”.

“A tutti è stato più volte ribadito che non è ammesso appropriarsi dei beni provenienti dalla raccolta dei rifiuti e le giustificazioni della dipendente non sono idonee a giustificare un comportamento gravissimo” spiega l’azienda Cidiu.

La donna però non ci sta: “Abbiamo tante difficoltà economiche, anche il mio ex marito ha perso il lavoro e capita che qualcuno ci faccia dei piccoli regali per aiutarci. Ho subito detto la verità: avevo preso io quel monopattino dopo che me l’aveva passato una collega, per il mio bimbo di 8 anni. Tutto confermato anche da lei. Quel monopattino non era nascosto, non ho fatto nulla di male, non posso essere licenziata per questo. Lavoro in Cidiu dal 2006, ho i calli alle mani, ho sempre lavorato duramente e non mi sono mai lamentate. Dopo oltre 10 anni passati sotto la pioggia o la neve, mi vogliono licenziare per un monopattino?”.

F.B.