Gloria Pompili coi due figli (Facebook)

Era il 23 agosto: una ragazza veniva rinvenuta priva di vita lungo via dei Monti Lepini, nel territorio di Prossedi. Veniva identificata in Gloria Pompili, 23 anni, che esercitava la prostituzione nella zona di Nettuno. Era stata picchiata e poi abbandonata sulla statale. Ad avallare questa ipotesi ci sono diversi segni di violenza presenti sul suo corpo martoriato. Gloria Pompili venne trovata cadavere dai sanitari del 118 adagiato sull’asfalto. Affianco al corpo era presente un’automobile di grossa cilindrata, una Bmw. I soccorsi sarebbero stati chiamati proprio da uno degli uomini che si trovava a bordo del mezzo.

Tre settimane dopo, era arrivata la svolta: la ragazza, la sera in cui è morta, stava facendo ritorno a Frosinone insieme alla sua zia di secondo grado, Loide Del Prete di 39 anni e al compagno di quest’ultima, l’egiziano 23enne Saad Mohammed Mohammed. Gloria Pompili aveva due figli e condivideva con la zia e il compagno un’abitazione. Il decesso era avvenuto per traumi interni causati da percosse. Per questa ragione, i due devono ora rispondere di sfruttamento della prostituzione aggravato e decesso a seguito maltrattamenti in famiglia. Secondo quanto è stato possibile finora ricostruire, i due l’avrebbero costretta alla prostituzione e quella sera, come già avvenuto altre volte, l’avrebbero malmenata.

Le parole degli inquirenti

Questa volta, però, le percosse erano state fatali e Gloria Pompili era deceduta per le lesioni interne. Il capitano dei carabinieri Margherita Anzini, 36 anni, di Reggio Calabria, comandante della Compagnia di Terracina, ha descritto lo scenario in cui si è consumata la tragica morte della giovane: “La nostra inchiesta e i risultati non riporteranno in vita la povera Gloria, ma proveranno a rendere giustizia a una donna e a una mamma che anziché trovare conforto e protezione nella sua famiglia vi ha trovato orrore e violenza”. Anzini parla di “un ambiente familiare molto difficile” e di un’indagine “molto complessa”.

Gloria Pompili è, in definitiva, “una persona, giovane mamma, che laddove avrebbe dovuto trovare il suo punto di riferimento, quale è la famiglia, ha invece trovato tutt’altro”. In queste ore si apprende che Durac Miliard l’albanese di 30 anni padre dei ragazzini di Gloria Pompili, ancora detenuto in carcere, vorrebbe poter avere in affido i figlioletti. Ma la procura presso il tribunale dei minorenni di Roma ha già presentato una richiesta di revoca della potestà genitoriale: visti i precedenti, non sarebbe idoneo a tenerli con lui.

GM