Respirano lo sterco dei piccioni, due sorelle gravissime

Piccioni (websource/Archivio)

Circa due anni fa, si erano riscontrati i rischi di diffusione dell’aviaria, dopo che il virus era stato individuato in Francia, in un piccolo terreno privato a Biras, nel dipartimento francese della Dordogna, tra Pèrigueux et Brantome, dopo che non si registravano casi simili da otto anni. Ma i rischi che può arrecare all’uomo il contatto con i volatili sono sempre dietro l’angolo. Uno di questi deriva da una “esposizione prolungata” al tallio, elemento contenuto negli escrementi di piccione. Si tratta di un elemento chimico i cui composti sono molto tossici e vanno pertanto maneggiati con estrema cura. La sua tossicità deriva dalla sua capacità di sostituirsi ai cationi dei metalli alcalini presenti nell’organismo, principalmente sodio e potassio. A rischio anche il contatto con la pelle.

L’inalazione di tallio è la causa del ricovero di una donna di 62 anni di Nova Milanese, insieme alla sorella di 58 anni. La donna si trova in coma per avvelenamento all’ospedale di Desio, mentre meno preoccupanti sembrano essere le condizioni della sorella. All’inizio, si erano pensato che le due donne potessero essere rimaste avvelenate da un topicida. Infatti, il tallio è un elemento presente in molti topicidi. Successivamente, analisi più approfondite da parte dei militari dell’Arma dei carabinieri di Desio, sollecitazioni dalla direzione sanitaria del nosocomio, hanno permesso di accertare la verità.

E’ stato così chiarito che la 62enne e sua sorella erano state in una casa-vacanze di famiglia, nelle campagne friulane, per un periodo prolungato di tempo. All’interno del fienile della casa, vi sono in pianta stabile decine e decine di piccioni. Così, evidenziato che il tallio viene riscontrato negli escrementi di piccione, i responsabili sanitari hanno sostenuto che proprio le esalazioni di questi all’interno del fienile potrebbero aver avvelenato le due donne.

GM