Peppina sfrattata dalla sua casa, Mattarella: “Non sono intervenuto”

Peppina Fattori
Peppina Fattori e la figlia Gabriella in lacrime (Facebook)

Tiene ancora banco la vicenda di Peppina Fattori, la 95enne di Fiastra finita sotto sfratto per alcune irregolarità nella costruzione di una casetta in legno. Sabato era arrivata la decisione definitiva del Riesame e l’anziana si era allontanata dalla casetta di legno che le figlie e il genero le avevano costruito per poter continuare a vivere a San Martino di Fiastra. In realtà, nella piccola frazione di Moreggini, della quale Peppina Fattori è rimasta l’unica abitante, la donna ha un piccolo container di 15 metri quadrati, con bagno esterno, adiacente alla casetta ‘contesa’, costruito dopo il terremoto nel 1997. E’ lì che andrà a stare, anche se a detta della figlia Agata “è davvero molto provata”.

Grande è stata in queste settimane la mobilitazione della famiglia di Peppina Fattori, con le figlie e il genero che sono arrivati a rivolgere un appello al Papa, oltre che al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il Capo dello Stato è stato chiamato in causa oggi da Giorgia Meloni, la leader di Fratelli d’Italia: “Nonna Peppina, che lascia la sua casetta in legno antisismica, è l’emblema dell’Italia che non funziona, di uno Stato incapace, affogato nella burocrazia, che non risolve i problemi ma li crea. Nonna Peppina aveva rivolto un appello al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ma non ha mai ricevuto risposta. E questo silenzio fa male, forse ancora di più della burocrazia. Rivolgo personalmente un appello al Presidente Mattarella: risponda a nonna Peppina e la incontri perché mai come in questo momento gli italiani hanno necessità di sapere che le Istituzioni sono dalla loro parte e non pensano solo alla politica del Palazzo, che neanche conosce i problemi dell’Italia reale”.

La replica di Mattarella

Mattarella però ha replicato in una nota nella quale dà una propria versione dei fatti e in sostanza dice di non saperne nulla di questa lettera che i familiari di Peppina Fattori gli avrebbero indirizzato: “Contrariamente a quanto dichiarato ad alcune televisioni, al Quirinale non è mai giunta alcuna lettera da parte della signora Peppina Fattori né da alcuno dei suoi familiari. Sulla base di una lettera di un comitato locale, pervenuta due settimane fa dopo il provvedimento dell’autorità giudiziaria di sequestro dell’immobile, il Presidente della Repubblica è intervenuto chiedendo chiarimenti alle locali autorità, le quali hanno assunto le loro decisioni, in ambito giudiziario e amministrativo, nella responsabilità dei propri compiti”. Quello che in questa vicenda fa davvero male è che si giochi con la vita di una donna che ha 95 anni e che chiede solo una cosa: “Fatemi morire tra i miei monti”.

 

GM