Roberto, baby calciatore, ha perso la sua battaglia contro il cancro

Roberto Dore
Roberto Dore (Facebook)

Morire a 16 anni dopo aver lottato negli ultimi due contro un terribile male: questa la tragica sorte di Roberto Dore, baby calciatore ucciso da un tumore. L’adolescente non si era mai arreso e anzi era il primo a fare forza ai propri genitori, incoraggiandoli prima e dopo l’intervento chirurgico al “Gaslini” di Genova, a cui era seguita la lunga riabilitazione. Roberto Dore, studente modello del Liceo scientifico “Fermi”, era tornato a casa per la riabilitazione, ma il male è ricomparso in forma ancora più aggressiva. Il ragazzo militava come difensore della squadra allievi “Puri e Forti”, dove il padre Giacomo era il preparatore dei portieri.

Era un grande tifoso della Juventus, tant’è che in occasione dell’ultimo scudetto Roberto Dore con un post aveva ringraziato il suo papà “per averlo fatto nascere bianconero”. Proprio la sua passione per il calcio aveva fatto sì che il suo caso arrivasse fino alla Nazionale italiana di calcio. Il messaggio “Forza Roberto” inviato dall’allora tecnico Antonio Conte insieme al capitano Gigi Buffon e altri giocatori in partenza per gli Europei era rivolto proprio a lui. Dopo il suo decesso, grande è lo sconforto di quanti lo conoscevano e lo descrivono come un “guerriero coraggioso”.

Delle stesse ore la morte prematura di Andrea Attorresi di 28 anni, un giovane sportivo, residente a Lapedona. Il ragazzo è morto in pochi giorni, stroncato da una malattia incurabile che si è palesata troppo tardi per poter tentare qualsiasi tipo di terapia. Di recente, Andrea Attorresi aveva militato nella Monterubbianese Calcio di Monterubbiano, ma grande era anche la sua passione per lo sport, come ricordano i suoi amici della Boxing Club di Castelfidardo che frequentava regolarmente.

GM