Incendio doloso a Como: muore anche la quarta bambina

Incendio
(Websource/Archivio)

Il tragico bilancio dell‘incendio scoppiato ieri mattina in una palazzina di Como è stato completato ieri sera dalla dipartita della quarta bambina, Soraya (l’unica che i medici erano risusciti a soccorrere). Quando è scoppiato l’incendio, inizialmente si era pensato che si trattasse di una tragica fatalità, ma non appena i vigili del fuoco di Como sono entrati nell’appartamento si è insinuato in loro il sospetto, poi confermato, che l’incendio fosse di origine dolosa (all’interno dell’abitazione sono stati trovati oggetti ammassati che avevano la funzione di favorire le fiamme). Ad appiccare le fiamme, infatti, è stato il padre dei bambini Faycal Haitot (49 anni), marocchino con regolare permesso di soggiorno che nell’ultimo periodo aveva dovuto affrontare diversi problemi economici.

La motivazione che avrebbe indotto l’uomo a dare fuoco al proprio appartamento sarebbe stata proprio la difficoltà economica: Faycal sapeva che presto avrebbe perso anche la casa e che i suoi figli sarebbero stati affidati ad un’altra famiglia. Lo stress per una situazione senza via d’uscita lo avrebbe, dunque, portato a ragionare poco lucidamente ed a trovare una soluzione irrazionale. L’incendio doloso ha avuto conseguenze drammatiche: il padre e tre dei quattro figli, un bambino di 11 anni (Siff) e due bambine di 6 e 3 anni (rispettivamente Sophia e Saphiria), sono morti sul posto a causa del fumo generato dalle fiamme.

L’unica che era riuscita a sopravvivere era la terza figlia, una bambina di 4 anni che era stata portata d’urgenza all’ospedale di Cantù (Como) ed in giornata stessa trasferita a Milano in ambulanza. I medici hanno fatto il possibile per salvare la vita alla piccola Soraya riuscendo a farla riprendere dall’arresto cardiaco, ma il suo cuore era rimasto fermo per troppo tempo ed i danni al suo cervello erano irreparabili. Nel frattempo la procura di Como si avvia ad archiviare la pratica come omicidio-suicidio, gli investigatori infatti non hanno dubbi sulle motivazioni che hanno indotto l’uomo ad appiccare l’incendio: “Le ragioni del gesto sarebbero da ricondurre alla difficile situazione -spiega un portavoce della Polizia- in cui è piombato il nucleo famigliare dopo l’ allontanamento della madre presa in carico dai servizi sociali del Comune di Como a causa delle precarie condizioni psichiche e inserita in una struttura di recupero”.

F.S.