Insultata da 20 uomini, ecco come si difende – VIDEO

(Websource / archivio)

Ha affrontato da sola una folla di manifestanti ebrei ultraortodossi che la stavano accerchiando e insultando, tenendoli lontani con calci e altre mosse di kung-fu. Protagonista dell’impresa è una coraggiosa soldatessa israeliana fuori servizio, Nomi Golan, che lo scorso lunedì 16 ottobre, a Gerusalemme, stava tentando di far passare un’auto tra una folla di manifestanti che stavano bloccando la strada per protestare contro l’arresto di due studenti. Il video che vi proponiamo mostra la soldatessa che respinge il gruppo di uomini minacciosi da cui è circondata, e che le rivolgono insulti come “t…a” e “shiksa” (una parola yiddish derivante dal termine ebraico che sta per “abominio”; indica lo stereotipo della donna bionda con gli occhi azzurri, non-ebrea o ebrea che non segue l’ortodossia religiosa, e che può essere una tentazione per gli uomini).

E’ il caso di ricordare che in Israele gli episodi di discriminazione da parte degli ultraortodossi nei confronti delle donne sono piuttosto comuni, soprattutto nelle città e nei quartieri più integralisti. Gli haredim – appartenenti all’ala più intransigente dell’ortodossia religiosa ebraica, i cosiddetti “ebrei ultraortodossi” – spesso vietano alle donne di salire sugli autobus che viaggiano nei loro quartieri o riservano loro i posti sul retro. Non solo: si scagliano contro i messaggi pubblicitari che ritraggono donne, e i nell’esercito i più integralisti abbandonano le cerimonie pubbliche se cantano anche le soldatesse. Chissà se la lezione di Nomi Golan farà scuola…

EDS