Morte di Marco Vannini: la famiglia Ciontoli alle strette

Ciontoli
Famiglia Ciontoli (foto dal web)

Si è tenuta l’undicesima udienza del processo per l’omicidio di Marco Vannini, il giovane 20enne di Cerveteri ucciso con un colpo di pistola da Antonio Ciontoli, il padre della fidanzata del ragazzo. Tutta la famiglia Ciontoli è coinvolta a vario titolo nel processo che si sta tenendo presso la Corte d’Assise di Roma. E oltre a loro tra gli imputati per omissione di soccorso c’è anche Villa Giorgini, la fidanzata di Federico Ciontoli, figlio di Antonio. Tutti erano presenti al momento dello sparo e qualcuno di loro non dice la verità né sulla dinamica né sui momenti immediatamente dopo, quando invece di chiamare subito l’ambulanza si è atteso un’eternità condannando di fatto a morte il povero Marco.

Tutti gli imputati hanno fatto sapere di non voler essere ripresi dalle telecamere e di poter fare le loro deposizioni coperti da un paravento. In base a quanto si apprende tutti  si sono più volte contraddetti. In particolare Martina Ciontoli ha per l’ennesima volta detto il contrario di quanto disse durante l’intercettazione ambientale fatta in caserma poche ore dopo la morte di Vannini. In quell’occasione disse di aver assistito allo sparo, poi davanti ai militari negò di essere stata sul posto in quel preciso istante. Inoltre pare si siano contraddetti anche Viola e Federico. Lei sostiene che la notte in cui Vannini fu ucciso si trovava sdraiata a letto con Federico e che entrambi stavano per addormentarsi. Una volta sentito lo sparo provarono ad entrare ma Antonio Ciontoli li chiuse fuori. Lui invece sostiene di essere entrato e di essere stato rassicurato dal padre sul fatto che non fosse nulla di grave.

F.B.