Detenuto ingiustamente per un anno, ora arriva anche la beffa

detenuto ingiustamente
Diego Olivieri (Websource/archivio)

Detenuto ingiustamente per un anno e beffato dalla giustizia italiana. Era il 22 ottobre del 2007 per l’imprenditore Diego Olivieri, uno dei più importanti nel settore della concia delle pelli, iniziava un incubo tremendo e inaspettato. Quel giorno Olivieri veniva additato dalla Dia di Roma, dalle polizie europee e addirittura dall’Fbi come il terminale per il Veneto del clan internazionale Rizzuto. L’uomo veniva accusato insieme ad altre 18 persone di associazione per delinquere di stampo mafioso, traffico internazionale di stupefacenti e riciclaggio di denaro sporco.

Con queste accuse Olivieri finisce in carcere per un anno prima che gli investigatori si rendano conto di aver fatto con lui un clamoroso errore giudiziario e lo liberino. Assolto con formula piena. Insomma non c’entrava nulla, ma intanto ha passato un anno in galera. E come spesso in questi casi dopo il danno arriva anche la beffa.

“Non posso dimenticare niente confida l’imprenditore perché se anche poi ti assolvono da ogni accusa, cosa rimane di te, che intanto ti sei fatto un anno dietro le sbarre e hai vissuto un autentico calvario giudiziario? Grazie a Dio la mia famiglia mi ha sostenuto in tutto e anche gli amici mi hanno sempre creduto, ma la macchia su di me è rimasta: le prime pagine dei giornali, le chiacchiere in paese, il dolore e l’angoscia dentro il mio cuore” dice l’imprenditore.

Poi rivela che per quel che gli è accaduto non solo non riceverà alcun indennizzo, ma addirittura dovrà pagare lui 2mila euro allo Stato. Una beffa inaccettabile, un’ingiustizia che si somma ad un’altra ingiustizia.

F.B.