Ragazzine stuprate dai rom, il padre di una delle vittime: “Dateli a me”

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Da sinistra a destra, Halilovic e Seferovic (Websource/archivio)

La vicenda dei giovani rom che hanno stuprato due ragazzine di soli 14 anni dopo averle adescate in chat a Roma si arricchisce di un altro particolare. La cosa non riguarda la dinamica della vicenda, ma vede il padre di una delle due vittime invocare a gran voce un intervento diretto ed esemplare da parte della giustizia italiana. L’uomo afferma: “Adesso che hanno catturato quei due delinquenti potrò avere maggiori possibilità di svegliarmi col sorriso al mattino. Confido nella Legge e mi auguro che questi mostri possano ricevere una pena durissima, perché in tutta onestà è ciò che meritano. E se così non fosse ci sarò io ad aspettarli”.

Stupro ragazzine, i due rom hanno agito senza scrupoli e con ferocia

Destinatari del messaggio sono Mario Seferovic, 21 anni, ed il suo complice Maikon Bilomante Halilovic, di 20. I due rom violentarono le ragazzine lo scorso 10 maggio facendo pressioni poi su entrambe affinché non rivelassero nulla. Addirittura uno di loro aveva telefonato alla madre di una delle vittime per assicurarsi che fosse mantenuto il silenzio. Adesso il padre di una di loro rivela come riuscì a scoprire tutto: “Avevo scoperto delle fotografie di Seferovic, che poi ho consegnato di persona ai carabinieri. Le ho trovate su Facebook. E qualche giorno dopo mia figlia ha recuperato l’immagine anche di Halilovic, il suo complice. Abbiamo fornito tutto alle forze dell’ordine. Da giugno ad agosto poi ho accompagnato la mia bambina alle udienze, dove c’erano anche gli psicologi. Lei e la sua amica hanno trovato la forza di superare la vergogna e la paura”.

Stupro ragazzine, la Raggi si dice sconcertata

L’uomo svela che Seferovic si presentava con frequenza sotto casa per uscire con la ragazzina: “Io non volevo, lei è stata ingenua e ha ceduto, non avrebbe dovuto dirgli di si. Si capiva che quel rom aveva intenzioni cattive”. Il gip, nella sua requisitoria, ha scritto a proposito dello stesso Seferovic che, assieme al suo complice, aveva portato avanti un piano ben congegnato con freddezza e con totale insensibilità nei confronti delle vittime, unito a mancanza di scrupoli e ferocia. E tutto questo rischiava di essere reiterato più volte. Nelle prossime ore Seferovic sarà sottoposto ad interrogatorio di garanzia nel carcere di Regina Coeli. Sua madre lo difende, mentre a proposito della vicenda il sindaco di Roma, Valeria Raggi, è intervenuta con un tweet dicendosi profondamente scossa.

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S.L.