Malasanità a Napoli, paziente muore dopo aver cambiato diversi ospedali

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:08
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L’ospedale Cardarelli di Napoli (Websource/archivio)

Ancora un caso di malasanità è avvenuto nei giorni scorsi. A morire stavolta, tra mille polemiche, è stato Giuseppe Poetini, di professione chef su una nave da crociera, deceduto dopo essere stato spedito da un ospedale all’altro. Sulla sua scomparsa sta indagando adesso la Procura di Napoli in seguito alla denuncia sporta dalla famiglia dell’uomo, con dei procedimenti che prevedono l’ipotesi di reato per omicidio colposo, per ora a carico di ignoti. Le cartelle cliniche sono state poste sotto sequestro e nei prossimi giorni si procederà ad un esame autoptico che avrà il compito di chiarire le circostanze che hanno portato la vittima alla morte. Poetini, 49 anni, era rimasto fuori casa per sei mesi a causa del suo lavoro, una volta a casa aveva poi potuto ricongiungersi con la moglie Luigia e con i suoi figli di 14 e 17 anni rispettivamente. Soltanto qualche settimana dopo però aveva avvertito un malore per il quale si era scelto di effettuare degli esami clinici. I risultati dei test avevano portato all’emergere di un valore troppo basso di emoglobina.

Malasanità, la vittima trasferita da un ospedale all’altro

Tra il 31 ottobre ed il 1° novembre scorsi, Poetini viene ricoverato all’ospedale ‘Maresca’ di Torre Annunziata, in provincia di Napoli, dove i medici lo sottopongono ad una gastroscopia che mette in evidenza un’ulcera duodenale. Le condizioni dell’uomo nel frattempo si aggravano sempre più, al punto che viene presa la decisione di trasferirlo in una struttura che sia dotata di un reparto di Rianimazione, assente al ‘Maresca’. Poetini aveva avuto anche delle continue perdite di sangue. Da Torre Annunziata, la vittima di questo caso di malasanità passa poi all’Ascalesi, dove si registra un lieve miglioramento. Ricoverato nel reparto medicina, ecco che si verifica di nuovo un peggioramento che richiede una nuova gastroscopia. Ma il fatto che nel weekend le strutture dell’Ascalesi deputate per lo svolgimento di tali esami non funzionino crea ulteriori complicazioni. Da qui si approda al ‘Cardarelli’ di Napoli, con Poetini ancora lucido e che, a detta dell’avvocato di famiglia, avrebbe anche risposto alle domande sottopostegli all’accettazione. Poi però è sopraggiunta la morte, sulla quale adesso la Procura vuole vederci chiaro. Una situazione altrettanto drammatica l’aveva vissuta un altro paziente originario del Napoletano, che a soli 33 anni è morto per un ulteriore caso di malasanità avvenuto a Parma.

S.L.