Bersani apre al PD: “Insieme se vengono prese le distanze da Renzi”

Bersani
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Lo smacco subito dal PD nelle elezioni siciliane ha posto dinnanzi ai vertici del partito al governo l’esigenza di fare il punto della situazione. Il partito ha perso consensi in seguito alla gestione controversa di questa legislatura e bisogna capire come affrontare la questione in vista dell’appuntamento con le nazionali. Le decisioni sul percorso da intraprendere verranno stabilite il prossimo lunedì ed alla vigilia di un appuntamento cruciale come questo, l’ex segretario del Pd e membro fondatore del Mdp, Pier Luigi Bersani, si espone pubblicamente parlando di una possibile collaborazione.

L’ex segretario del PD (per altro eletto alle ultime nazionali, anche se con una maggioranza risicata) dice che ci potrebbero essere i presupposti per una intesa, ma solo se verranno rigettate le posizioni renziane: “Ci devono essere due tre cose che vanno corrette. Lavoro, scuola, fisco e toni del potere, c’è troppa arroganza”. L’attacco alle posizioni di Renzi è evidente, ma Bersani precisa: “Il problema non è Renzi. E’ la linea politica. Quando uno dice che fa un altro jobs act, e siamo al record storico della precarietà è chiaro che c’è un pezzo di elettorato che dice ‘no'”.

Sebbene il leader del Mdp nutra una tenue speranza che ci sia un inversione di rotta, è ben consapevole che la struttura gerarchica all’interno del PD difficilmente permetterà al partito di virare in base al malcontento di alcuni. Il problema, a suo avviso, è nella gestione troppo autoritaria del ruolo di maggiore influenza (il posto di segretario di partito ottenuto da Renzi alle primarie), infatti afferma: “Renzi dice: ‘siccome ho vinto le primarie, posso non parlare con nessuno’. Così contraddice l’idea stessa di partito. Anche io ho vinto le primarie ma ho continuato a parlare con tutti, compreso con Renzi. Se invece uno dice: prendo 1 milione e 200 mila voti e scappo con il partito, questo mette in difficoltà il progetto stesso di partito”. Quello di Bersani, insomma, è un vero e proprio ultimatum al PD, tanto che a conclusione del suo intervento dice: “Se lunedì dicono che non si cambia, io dico ‘Andate dove vi porta il cuore’. Noi con la destra non ci andiamo”.

F.S.