La madre della 17 enne al prete: “Cosa sai di mia figlia per parlare cosi?”

Don Guidotti
(Websource/Archivio)

Lo scorso 3 novembre una ragazzina di 17 anni avrebbe subito uno stupro da parte di un ragazzo di origini magrebine mentre si trovava su un treno diretto a Bologna, dopo una serata a alto tasso alcolico organizzata da alcuni studenti universitari. La giovane è riuscita a trovare il coraggio per denunciare quanto accaduto, ma invece di ricevere i complimenti per aver vinto la paura dei giudizi, si è trovata in mezzo ad una selva di commenti poco piacevoli, tra i quali spicca quello del parroco di San Domenico Savio don Guidotti.

Il prete, conosciuto da tutti per la sua franchezza, non ha usato mezzi termini nel dare parte della colpa per ciò che è accaduto alla ragazza, in un post Facebook di don Guidotti, infatti, si legge: “Tesoro mi dispiace ma 1) frequenti piazza Verdi (che è diventato il buco del cu*o di Bologna, e a tal proposito Merola sempre sia lodato!) 2) Ti ubriachi da far schifo! Ma perché? 3) E dopo la cavolata di ubriacarti con chi ti allontani? Con un magrebino? Notoriamente, soprattutto in piazza Verdi, veri gentleman, tutti liberi professionisti, insegnanti, gente di cultura, per bene. Adesso capisci che oltre agli alcolici ti eri già bevuta tutta la tirata ideologica sull’accogliamoli tutti?”.

Il duro commento del parroco ha indispettito gli utenti social che hanno cominciato ad inveire contro di lui, al punto da costringerlo ad eliminare l’account Facebook. Oggi, in risposta alle parole di don Guidotti, è stata pubblicata la dura reazione della madre della ragazza, la quale, giustamente, sottolinea come ad avere la colpa di uno stupro non è sicuramente chi lo subisce: “Quello che ci ha fatto più male è il commento del parroco don Guidotti: lo andrò ad incontrare e gli dirò qual è la mia idea di un comportamento cristiano, molto diversa dalla sua. Mia figlia è stata vittima e va difesa, non solo da un prete. La colpa è di chi stupra, non di chi ne è vittima”.

Ma la rabbia della donna non si rivolge semplicemente al parroco, ma a tutti coloro che su quanto successo hanno espresso la propria opinione basandosi su informazioni inesatte. Nel concludere il suo intervento, infatti, la madre della ragazzina chiede a tutti di non alimentare ulteriormente le discussioni su quanto accaduto alla figlia: “Alla gente, alla stampa, chiediamo: fermatevi. Abbiamo letto sulla nostra tragedia tante inesattezze e tanti giudizi trancianti che ci feriscono, quando nessuno, tranne noi, sa che cos’è successo. Siamo una famiglia di forti valori”.

F.S.