Brizzi

(Websource/archivio)

Dopo il servizio de Le Iene che aveva gettato nello scompiglio il mondo del cinema e dello spettacolo italiano sul presunto caso Weinstein all’italiana i nomi hanno iniziato a rincorrersi finché non ne è rimasto che uno. Quello del regista Fausto Brizzi. Uscito allo scoperto come presunto molestatore di giovani attrici o aspiranti tali Brizzi, attaccato anche da Asia Argento, si è subito difeso così: “Ho appreso con grande sconcerto dagli articoli apparsi sulle pagine di alcuni quotidiani dell’esistenza di ipotetiche segnalazioni di molestie fatte da persone di cui non viene precisata l’identità. Posso solo affermare, con serenità e sin da ora, che mai e poi mai nella mia vita ho avuto rapporti non consenzienti o condivisi. Per questo, escludo categoricamente di aver conferito mandato legale per trattare il risarcimento del danno in favore di presunte vittime. Procederò, pertanto, in ogni opportuna sede nei confronti di chiunque abbia affermato e affermi il contrario”.

Il problema è che le accuse si moltiplicano e i dettagli sono molto precisi e circostanziati. “Ha preso il suo pisello e mi voleva allargare le gambe con la forza – racconta una delle accusatrici -. Era diventato un mostro, in faccia non era più lui. Gli uscivano le vene, aveva gli occhi rossi… era diventato tutto rosso”.

E poi un’altra testimonianza: “Era rimasto in mutande con un’evidente erezione. Ero impaurita e paralizzata… ha cercato di tirarmi giù i pantaloni e mi ha infilato una mano nelle mutande. Mi ha detto: Io non so se posso darti un film se non so che sei pronta a tutto. Adesso ti vuoi spogliare?”. 

E ancora: “Mi ha messo la mano sul suo pene e voleva che lo masturbassi. Si è masturbato fino a raggiungere l’orgasmo guardandomi negli occhi. Mi ha cominciato a toccare il seno, a mettermi la mano sul c…o attraverso i pantaloni. Fino a quando le mutande non le aveva più. E io a 20 anni mi sono ritrovata con il c…o in mano di un 50enne”.

L’autore dell’inchiesta delle Iene spiega così la vicenda: “Questa ragazze non si conoscono fra loro eppure tutti i loro racconti si somigliano in maniera impressionante. Le intervistate raccontano tutte di uno studio che però è anche una casa, uno studio-abitazione, con una vasca idromassaggio, il soggiorno, la camera da letto. Secondo quello che abbiamo raccolto i personaggi del mondo cinema che avrebbero usato il loro potere per molestare giovani attrici sarebbero molti più di uno. Ma il fatto che dieci attrici ci abbiano fatto dei racconti che si somigliano in maniera impressionante ci ha fatto riflettere”.

F.B.