Robinho

Robinho (Websource/archivio)

Tegola su Robinho: il 33enne attaccante brasiliano, con dei trascorsi importanti al Milan, è stato condannato a 9 anni di carcere con l’accusa di violenza sessuale compiuta ai danni di una ragazza albanese in una discoteca milanese il 22 gennaio del 2013. Ai tempi il calciatore militava ancora con la compagine rossonera, con la quale ha trascorso quattro stagioni dal 2010 al 2014. La vittima del giocatore, adesso in forza all’Atletico Mineiro, aveva 22 anni all’epoca, ed ora le indagini si sono concluse acclarando la colpevolezza di Robinho, che nella circostanza agì anche con altre cinque persone. In particolare anche un connazionale del calciatore è stato condannato sempre a 9 anni di galera. Irreperibili gli altri imputati, per il quale il processo è sospeso. La ragazza che ha subito le violenze sessuali venne facilmente sopraffatta perché “in condizioni di inferiorità fisiche e psichiche, secondo quanto stabilito dai giudici”. Infatti la stessa aveva assunto elevati quantitativi di alcolici, tali da renderla inerme. Adesso però la vittima potrà beneficiare di un indennizzo di 60mila euro in totale.

Robinho ed i suoi complici incastrati dalle intercettazioni

Con questa condanna viene quasi del tutto accolta la richiesta dell’accusa, che per Robinho e gli altri individui coinvolti aveva chiesto in totale 10 anni di reclusione. In aula anche la stessa albanese ha rilasciato la propria testimonianza. Secondo quanto ricostruito, lei ed altre due amiche si erano incontrate col brasiliano al ‘Sio Cafè’ per una festa di compleanno, ma una volta rimasta da sola, Robinho avrebbe a sua volta accompagnato a casa la moglie per fare ritorno nella discoteca e consumare gli abusi, facendo ubriacare la giovane per poi agire indisturbati. Gli inquirenti si sono anche avvalsi di alcune intercettazioni telefoniche. Le violenze sessuali sono avvenute all’interno del guardaroba e sono state reiterate più volte, stando a quanto appreso dal giudice. La ragazza albanese e Robinho già si conoscevano. La difesa dell’ex milanista sostiene che non ci sono prove sul fatto che lei non sia stata consenziente, così come “non è dimostrabile che abbia assunto alcolici tale da alterarne la lucidità”. Ma le stesse intercettazioni avrebbero rivolto in maniera sfavorevole questi punti nei confronti dei condannati. Un’altra vicenda di stupro ben nota riguarda il caso dei carabinieri e delle due studentesse americane: il caso ha avuto nuovi sviluppi nelle scorse ore.

S.L.