Sottomarino scomparso, registrata anomalia acustica tre ore dopo l’ultimo contatto

Sottomarino scomparso
(Websource/Archivio)

Continua la disperata ricerca del sottomarino San Juan, il mezzo navale della Marina argentina scomparso lo scorso 15 novembre nelle acque del mare argentino. I soccorritori, provenienti da dieci nazioni (tra cui Stati Uniti e Gran Bretagna) hanno perlustrato la zona da cui proveniva l’ultimo messaggio registrato dalla base militare di Mar de La Plata senza avere successo. In un secondo momento le ricerche si sono concentrate in una zona di mare dalla quale provenivano segnali radar che si pensava potessero provenire dal sottomarino ma che in base ad ulteriori controlli sono stati attribuiti ad altre fonti. Dopo qualche giorno di pausa dovuto al maltempo, il 21 novembre le ricerche sono riprese con maggiore intensità per paura che il sottomarino, forse impossibilitato a riemergere, potesse aver esaurito l’ossigeno, ma anche queste ulteriori ricerche sono state infruttuose.

In queste ore il portavoce della Marina argentina Enrique Balbi ha comunicato ai mezzi di stampa che il giorno della scomparsa del sottomarino è stata registrata un’anomalia acustica proveniente dalle profondità dell’Oceano a 48 chilometri dall’ultima posizione conosciuta del sommergibile e tre ore dopo l’ultima comunicazione del mezzo navale con la base. La prima ipotesi formulata a riguardo è che si possa essere trattato di un’esplosione, ma al momento, spiega Balbi, non vi è alcuna certezza a riguardo. Parlando con il quotidiano locale ‘Clarin’ il portavoce della Marina argentina ha detto: “La nostra Marina aveva chiesto la collaborazione degli Stati Uniti, che a loro volta hanno chiesto informazioni a diversi organismi che rilevano eventi idro-acustici in tutto il mondo. Dopo aver riunito questa informazione ed effettuato un’analisi esaustiva e centralizzata negli Usa, che ha richiesto il suo tempo, oggi abbiamo ricevuto questo indizio”.

Seguendo questo nuovo indizio si sta procedendo in queste ore ad una nuova fase di ricerca nella zona in cui è stata registrata l’anomalia acustica. Come nei giorni precedenti i soccorritori si avvarranno di tutti i mezzi a disposizione: sonar attivi e passivi, immagini termiche (fornite dagli aerei statunitensi) e rilevamento di anomalie magnetiche registrate da un aereo anti sommergibili dell’esercito brasiliano. La speranza di ritrovare vivi i 44 membri dell’equipaggio, però,  si assottiglia giorno dopo giorno.

F.S.