David Han Li e Marco Fassone (Photo credit should read MIGUEL MEDINA/AFP/Getty Images)

Il Milan è passato da Fininvest alla Rossoneri Sport Investment Lux solamente ad aprile 2017, ma già circolano voci riguardanti un nuovo cambio di proprietà da parte del club rossonero.

Indiscrezioni legata alla scarsa fiducia riposta nell’attuale presidente Yonghong Li, sul quale sono finora emersi molti dubbi inerenti la sua solidità economico-finanziaria. Nonostante l’uomo d’affari cinese abbia finora mantenuto gli impegni presi, dal calciomercato dispendioso agli aumenti di capitale, non si placano le perplessità sul suo conto. E avendo dovuto prendere a prestito dei soldi dal fondo Elliott Management Corporation, deve tornare i 303 milioni di euro ricevuti entro ottobre 2018 con tanto di interessi, altrimenti perderà il club.

Sullo sfondo non mancano soggetti che monitorano la situazione in casa Milan. Stando alle ultime news di TeleLombardia, un gruppo arabo sarebbe molto interessato alla società rossonera. Si tratterebbe del Fawaz Abdulaziz Alhokair Group, operante nel settore edilizio e in quello commerciale. Ha anche degli interessi in Italia, dato che è coinvolto nel progetto di costruzione di alcuni complessi nell’area Falck di Sesto San Giovanni, nei pressi di Milano. La disponibilità economica non manca. Il gruppo saudita è ben noto tra gli addetti italiani del real estate e tra le banche. Si serve solitamente di uno studio importante come BonelliErede.

Come spiegato da Il Sole 24 Ore, però, non ci sarebbe ancora in corso nessuna trattativa. Il gruppo arabo potrebbe entrare in scena solamente nel caso in cui il Milan venisse ufficialmente messo in vendita. Al momento Yonghong Li sta puntando su rinegoziare le condizioni del debito e trovare magari un socio di minoranza che lo affianchi. Se non dovesse riuscire nei suoi intenti, il club passerebbe nelle mani del fondo Elliott. Quest’ultimo metterebbe subito in vendita la società, non avendo interesse nel gestire un asset sportivo, e a quel punto si potrebbe scatenare un’asta alla quale pure il Fawaz Abdulaziz Alhokair Group potrebbe partecipare.

 

Matteo Bellan