Jacopo, il bimbo di cristallo che sognava di diventare calciatore

Jacopo
(Websource/archivio)

L’osteogenesi imperfetta è una malattia genetica rara che colpisce un neonato su 20mila. Uno di loro è stato Jacopo, un bambino di Torino che oggi frequenta la quarta elementare e che da quando è nato combatte insieme alla sua famiglia una quotidiana battaglia fatta di dolore e sacrifici. Le ossa di Jacopo sono fragili come se fossero di cristallo. La prima frattura risale a quando aveva soltanto 15 giorni di vita: durante il cambio di un pannolino si ruppe il femore. L’ultima è invece di pochi giorni fa quando durante l’intervallo a scuola si è rotto una scapola per una banale spinta ricevuta da un compagno.

Mamma Stellina, 36 anni, racconta al Corriere della Sera il dramma quotidiano di suo figlio: “In gravidanza mi avevano detto che mio figlio sarebbe stato nano. Jacopo aveva le gambe curve e quella era stata la prima diagnosi. Quando è nato, piangeva di continuo e dopo due settimane lo abbiamo portato all’ospedale Regina Margherita. Solo dopo mesi abbiamo scoperto che le sue lacrime erano dovute ai dolori lancinanti che la malattia comporta e che ora, per fortuna, stiamo tenendo sotto controllo grazie a una cura sperimentale: una serie di infusioni a cui Jacopo si sottopone ogni tre mesi. Sono dolorose ma lo fanno stare meglio. Anche lui se ne rende conto. Mi dice: “Mamma, mi sento più forte”.

Jacopo sogna di diventare un calciatore, ma il suo è destinato a rimanere un sogno irrealizzato. Purtroppo la sua condizione non gli permette nemmeno di giocare nemmeno con un pallone di spugna, i rischi sono troppo elevati. “Mi piace giocare con il cellulare, guardo i video degli youtuber e le foto su Instagram” dice Jacopo che non solo è un bambino normale come tutti gli altri, ma che ha anche sviluppato un’intelligenza sopraffine e a detta di tutti parla come un adulto. E che soprattutto è un vero combattente dal quale tutti dovremmo trarre ispirazione.