In fiamme la palazzina destinata ai migranti: paura nella notte

Spinetoli
(screenshot Youtube)

Un brutto inizio dell’anno a Pagliare del Tronto, frazione di Spinetoli, nell’ascolano: stanotte qualcuno ha dato alle fiamme la palazzina destinata a ospitare 37 migranti, da settimane al centro delle polemiche. L’incendio è divampato a notte inoltrata, nella palazzina di Via Tevere, teatro già nei mesi passati di qualche atto vandalico. Ma stavolta gli inquirenti hanno più di un sospetto che si sia trattato di un gesto razzista. I militari dell’Arma dei Carabinieri, infatti, hanno trovato tracce di inneschi con liquido infiammabile. Sarebbe questa la ragione per la quale l’incendio si è propagato così rapidamente.

Per spegnere le fiamme, i vigili del fuoco hanno dovuto lavorare oltre quattro ore. Dieci gli uomini intervenuti, con quattro mezzi. La situazione è monitorata dalla Prefettura di Ascoli, mentre i militari dell’Arma dei Carabinieri si stanno già muovendo sulle tracce dei responsabili. La Procura di Ascoli ha aperto un fascicolo per incendio doloso. Da parte sua, la Prefettura di Ascoli ha fatto sapere che l’immobile di Spinetoli era stato pensato per accogliere “minorenni stranieri non accompagnati, ipotesi che comunque non si è ancora verificata”. Si precisa infatti che “non erano in programma arrivi di migranti” e viene sottolineato che “l’ipotesi dell’arrivo di richiedenti asilo risale a due mesi fa, ma nessuno era più arrivato e nemmeno c’era questa eventualità”.

Ad accorgersi per primi dell’incendio sono stati dei ragazzi della zona che stavano rientrando a casa dopo aver festeggiato il Capodanno. Alcuni testimoni parlano di una o due ombre viste nella notte mentre si allontanavano. Sono giunti sul posto anche alcuni esponenti del ‘Comitato Cittadini Spinetoli’, che porta avanti le istanze contro il centro per migranti. Il portavoce Roberto Pagnoni ha spiegato di essersi accorto dell’incendio dopo un po’ di tempo e ha preso le distanze dal gesto: “Condanniamo in modo forte questo modo di fare che sta venendo fuori. Noi facciamo un altro tipo di discorso, cerchiamo il dialogo con istituzioni e Prefettura”.

GM