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Milano. Storia terribile e che lascia basiti, che ha portato attimi di paura e terrore ad una famiglia biellese appena rientrata in Italia. Dopo un periodo di vacanze all’estero, mamma, papà e le due figlie minorenni, hanno subito un’aggressione nel parcheggio dell’aeroporto milanese. Dopo una forte discussione telefonica con gli addetti ai lavori avuta dalla donna all’uscita dal terminal, per la lunga attesa di 45 minuti di una navetta che li avrebbe dovuti condurre alla propria autovettura. Queste le sue dichiarazioni: “C’è stato un diverbio telefonico e la signora dall’altro lato della cornetta che doveva inviarci il bus ha iniziato a insultarmi”. Nervoso rientrato e faccenda che sembrava conclusa lì senza ulteriori ripercussioni. Invece la coppia, arrivata al parcheggio delle auto, è stata inizialmente insultata dagli addetti e quando la blogger ha preso in mano il proprio cellulare per documentare quanto stava accadendo, è iniziato il delirio.

Un pestaggio violento, fatto di schiaffi e pugni alla donna biellese a cui sono stati distrutti gli occhiali e che ha riportato una ferita al labbro oltre a varie contusioni al capo. Così, tramite un blog attivo su Facebook, la signora ha fatto sapere cosa realmente è accaduto, senza però indicare il luogo preciso dei fatti: “Siamo stati aggrediti solo perché ci siamo lamentati per un sevizio male erogato”. Nel frattempo però, il caos ha continuato e a farne le spese è stato il marito riportando un frattura ad una costola percossa da altre due persone unitesi alla mischia. Forte lo spavento quello vissuto anche dalle due bambine che hanno assistito alla scena. Una volta usciti dal parcheggio però, i genitori  hanno subito chiesto l’intervento dei carabinieri e sono andati al pronto soccorso per farsi controllare i danni ricevuti. La mattina dopo inoltre, hanno ovviamente sporto denuncia ed ora le forze dell’ordine stanno indagando sulla ricostruzione fornita dalle vittime. Secondo la famiglia non sono mancate nemmeno le minacce di morte: “Mentre stavano uscendo hanno continuato a insultarci e siamo stati minacciati di morte. Non so perché ci hanno picchiati, adesso non siamo sereni”.

GVR